QUANDO LA MEDITAZIONE     

SI  NUTRE  DELLA  PAROLA                  Gianfranco Ravasi sabato 19 novembre 2022

  • IL NUOVO VOLUME di Ludwig Monti nella presentazione del card. Ravasi che  offre, per ogni giorno, un breve brano biblico, dalla Genesi all’Apocalisse, seguito da una meditazione, per orientare il nostro cammino alla luce della vita
  • ERANO I PRIMI GIORNI del settembre 1823 e Leopardi nel suo Zibaldone annotava un’etimologia che lo aveva sorpreso. Aveva scoperto che «meditare» significa «curare, medicare»  In questa luce la meditazione è una CURA DELL’ANIMA, una medicina dello spirito  e lo è in particolare quando essa punta alla riflessione sulla PAROLA DI DIO. La mia è la testimonianza non solo dell’amicizia ma anche della sintonia con la sua ricerca.
  • UN EMBLEMA per tutti è il commento al libro dei SALMI. Ora abbiamo tra le mani queste meditazioni che possono occupare solo qualche minuto di ogni giornata. Eppure sono destinate a lasciare una traccia nello SPIRITOa produrre una sorta di vaccino contro la superficialità, il luogo comune.
  • UN ALTRO GRANDE come Montaigne ammoniva che «il meditare è un’occupazione potente: io preferisco formare la mia anima piuttosto che arredarla». A dare sostanza alle riflessioni è LA PAROLA DI DIO attraverso un frammento tratto dai 73 libri che compongono quella biblioteca che è la BIBBIA 
  • IL PENSIERO CORRE a un versetto del profeta Geremia: «La mia parola non è forse come il fuoco  e come un martello che spacca la roccia?»(23,29). Chi si lascia conquistare dalla Parola, simile a fuoco che arde, è ferito nel cuore e nella mente:  una ferita che si trasforma in feritoia sul mistero, l’infinito di Dio. Quelle scintille divenute fiamme possono  raccogliersi in una fiaccola che è «lampada per i passi, luce sul cammino» (119): Camminare nella luce della vita. QUI ENTRA IN SCENA un altro aspetto di  queste meditazioni,  il loro essere«quotidiane». Il Dio della Bibbia sceglie di camminare con l’umanità, di abitare accanto alle loro case, di condividere con loro  riso e lacrime, desolazione e speranza, vita e morte.  
  • GIOVANNI, NELL’ INNO d’apertura al suo Vangelo, al Verbo eterno, faceva abbracciare la «carne» della nostra fragilità (1,1.14). Chi si inoltra nel cammino della vita deve avere sopra di sé il vento dello Spirito che soffia dall’alto, ma deve  avanzare coi piedi che calpestano i sentieri della storia.
  • GLI SQUARCI MEDITATIVI di questo «breviario» sono respiro di lode verso l’Altissimo, ma anche supplica per le sofferenze, le crisi e le attese quotidiane. Vorremmo qui lasciare la parola allo stesso Monti in una sua riflessione: «Dove sono due o tre RADUNATI NEL MIO NOME, IO SONO IN MEZZO A LORO» (Mt 18,20). «Dove non ci sono due o tre in sinfonia, io non ci sono, dice Gesù; non potete sperimentare la mia presenza. La preghiera ne è l’eco, a volte flebile. Ma la vita lascia sempre nell’aria un insieme di suoni: allegri o velenosi; armonici o stonati. Il nostro viaggio nella storia non  è, solitario, ma si procede stringendo la mano dei fratelli e delle sorelle che vivono con noi e che spesso CERCANO UNA MANO che li sostenga e non li lasci ai bordi della strada.
  •  RISONANZEE’  bello concludere con questa immagine di fratelli e sorelle che procedono nella vita  a volte faticosamente  ma sempre MANO NELLA MANO...  Sia così per tutti noi… che ne dite, amici?———————————————————————                                      333.88.90.862  SITO:  www.donvincenzoalesiani.it

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