PROPOSTE FORMATIVE DI VILLA S. BIAGIO

PER LE FESTE  NATALIZIE 2016 

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  • Cari amici  Vi ricordo le PROPOSTE FORMATIVE DI VILLA S. BIAGIO PER LE FESTE  NATALIZIE 2016 
  •  VENERDÌ 30: Festa della Santa FAMIGLIA   Ore 15.30 – 18.00 : Laboratorio di spiritualità familiare – 18,30  S. MESSA 
  •  31 DICEMBRE H. 18.30: S. MESSA E TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO    
  •  DOMENICA 1 GENNAIO 2017 –ORE 10.30 S. MESSA – GIORNATA DELLA PACE         

VENERDI  3o  DICEMBRE

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FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA

L’AMORE CERCA CASA…

  • Sembra essere una legge di natura. Chi non resta stupito, a primavera, davanti all’instancabile volare di  uccelli e rondini in cerca di materiale per preparare un nido confortevole  ai loro piccoli?   Ma è soprattutto dolce  esperienza umana. Quando due giovani  sentono che il loro amore diventa serio, pensano a un focolare che custodisca il loro progetto di vita.  E’ la storia di tutti gli innamorati. Anche…di Dio.             Si direbbe che non gli basti il cielo stellato. Stupefacente nella sua bellezza, ma incapace di dialogo col suo Creatore. Che decide imbarcarsi in una storia d’amore con noi. Davanti alla prima coppia umana, non gli par vero di poter rivolgere loro la  parola:                              Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi,  riempite la terra” (Gen 1,28)
  • Vorrebbe intrattenersi con loro con la spontaneità di chi fa due passi per incontrare gli amici…Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno. Il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei?” (Gen. 3,9)
  • Davanti  alle umane debolezze che subito affiorano, non demorde.E  un giorno, prende l’iniziativa di una visita a domicilio ad un amico, Abramo, con cui si è impegnato seriamente. A tal punto che non riesce più a nascondergli nulla. Il Signore diceva:  “Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare?  (Gen 18,18)
  • Quando il suo popolo in fuga dalla schiavitù, si trova in pericolo,  sta …sveglio tutta la notte. Pronto a intervenire:  Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dal paese d’Egitto. (Es. 12,42)  
  • Certo  esprime il desiderio che Gli costruiscano una Tenda e più tardi un Tempio. Segno visibile della sua presenza e luogo idoneo a dialoghi intimi. Come fra amici.     Così il Signore parlava con Mosè a faccia a faccia,  come un uomo parla con un altro. (Es.33,11)
  • Ma poi quasi si pente. Perché l’uomo non comprende. Sa costruire sontuosi edifici a Dio. Ma fa fatica a fargli posto nel proprio cuore.        In quale luogo potrei fissare la dimora? Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola.  (IS. 66,1-2)
  • E la divina sapienza  ricomincia a cercare casa. Con maggiore determinazione.   Il mio creatore mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe  e prendi in eredità Israele” (Sap 24,8)
  • Ha nel cuore un Divino Progetto. Da realizzare nella pienezza dei tempi. Manderà il Figlio suo a prendere dimora tra noi.  Così non abiterà più  in templi di pietra. Ma nel cuore del  Figlio suo fatto Uomo. E dalla terra salirà finalmente la preghiera a Lui gradita: Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo  per fare, o Dio, la tua volontà” (Eb. 10,5.7)
  • lo sguardo Di Dio si fissa su una fanciulla di Nazareth. Che, nella penombra della fede, si abbandona, umile e fiduciosa:  Eccomi, sono la serva del Signore si compia in me la tua parola! (Lc 1,38)                                         
  •   E quel giorno,  di fronte allo stupore di tutto il creato:

IL VERBO SI FECE UOMO

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E POSE LA SUA TENDA IN MEZZO A NOI

  • Per condividere le nostre gioie  e le nostre lacrime.   Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche  con forti grida e lacrime a colui che poteva  liberarlo da morte… (EB.5,7)
  • E quella ultima sera nel Cenacolo, si intrattiene con i suoi amici: Non vi chiamo più servi,  ma amici, perché tutto ciò  che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. (Gv 15) Esprime  il desiderio di stare con noi per sempre. “Se uno  mi ama, il Padre mio lo amerà e noi  prenderemo dimora presso di lui. (Gv 14,23)
  • Per superare la limitazione del tempo, penserà Lui a una dimora  dove l’intimità possa fiorire in pienezza.   Io vado a  prepararvi un posto;  quando vi avrò preparato un  posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove  sono io. (GV 14,1ss) Per essere  sempre insieme. Come amici d’infanzia. Sotto un’unica tenda che una Mano materna stenderà su di noi:  Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.  
  • Liberi dal pianto e dalla paura, saremo finalmente nella pace.    E tergerà ogni lacrima dai loro occhi.  non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento,  perché le cose di prima sono passate”. (Ap. 7)                                                                                                  
  •  E l’Amore potrà esultare per aver realizzato il suo sogno. Ecco la dimora di Dio con gli uomini!  Egli dimorerà tra di loro  ed essi saranno suo popolo  ed egli sarà il “Dio-con-loro” (Ap 21)  
  • E la nostra speranza avrà un nome:    GESÙ. L’EMMANUELE. DIO-CON-NOI!

 

DON ORIONE: don orione e bambini argentiniPENSIERI  E GESTI NATALIZI

  • Mi fermo qui a far Natale : sensibilità e vicinanza alle persone Mi fermo qui a fare Natale … non perché stia male, ché anzi sto molto bene, ma per non lasciare in questo santo giorno 60 poveri bambini, che non vanno a Casa, o perché lontani o perché non hanno più nessuno. Mi parrebbe di non agire da buon padre nel Signore . I loro compagni se ne vanno oggi, – chi resta  con essi a far meno sentire che sono orfani? E quindi vengo subito dopo Natale. Certo che voi altri, al mio posto, fareste così! Buon Natale! Sac. Orione  .
  • SINGOLARE GESTO DI DON ORIONE: LA CARITÀ NASCOSTA “Avevo circa vent’anni e facevo il giornalista in un periodico molto avversato quindi vivevo miseramente alla insaputa di tutti. Il giorno di Natale andai in una trattoria, ma alla fine il conto superò la cifra in mio possesso. L’oste volle il mio consunto impermeabile come pegno per il resto della somma. Pioveva. Uscito, ricordai che pochi giorni prima avevo visto Don Orione passare in carrozzella. Decisi di recarmi a cercarlo a Sant’Anna. Il portiere non voleva farmi entrare. Insistetti e mentre confabulavo con il portiere, Don Orione scese e dopo avermi salutato ficcò una mano in tasca e poi mise in mano a me una somma di poco superiore a quanto dovevo pagare. Cosa singolare il gesto di Don Orione, al quale fino a quel giorno mai avevo chiesto denaro”. (silone)
  • Il “vino della pace”: capacità di chiedere e dare perdono   Gentilissimo e Caro Sig. Decano, Ho capito che Lei  deve essere un po’ in collera con me, ma io desidero far pace, perché D. Orione è sempre stato e deve essere l’uomo della concordia e della pace. E mi spiace di non essere a Roma che verrei da Lei personalmente.  Quando potrò venire, Le darò tutte le spiegazioni possibili e tutte le scuse che sento di dover fare. Ma intanto voglio che siamo sempre buoni Amici, e Don Orione, che ha sbagliato, è giusto che paghi, e quindi La prego di gradire amichevolmente alcune bottiglie,  due delle quali sono proprio il vino della pace. Lei  è tanto bravo  che non dubito vorrà restituirmi tutta la sua antica e cara amicizia. E intanto gradisca i più fervidi e santi Auguri di buon Natale, sia a Lei e che alla Sua  gentile Signora, e mentre nella Messa  del  Natale pregherò  le più celesti benedizioni da Gesù Bambino  su Lei e su tutti i Suoi  Cari.   E mi abbia  per suo dev.mo e obbl.mo servo in Gesù Cristo. Don L. Orione Scr.43,192

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 LETTERE DEI BAMBINI A GESÙ BAMBINO 

  1. Caro Gesù Bambino, quando tuo padre ha fatto tutto l’ universo non era meglio che invece che la domenica si riposava anche gli altri giorni di scuola? Enrico.
    2. Caro Gesù Bambino è giusto che fai tante religioni. Ma non ti confondi mai? Franco.
    3. Caro Gesù, mi piace tanto il padrenostro. Ti è venuta subito o l’hai dovuta fare tante volte? Io quello che scrivo lo devo rifare un sacco di volte. Andrea.
    4. Caro Gesù, la giraffa la volevi proprio così o è stato un incidente? Mi piacerebbe sapere come si chiamavano  il tuo bue e il tuo asino.
    5. Caro Gesù Bambino, i peccati li segni in rosso come la maestra?
    6. Caro Gesù ecco una poesia:  Ti amo perché con quello che ci dai, vivere ci fai  ma tu mi devi dire perché ci fai morire? Daniele
    7. Caro Gesù Bambino grazie per il fratellino, ma io veramente avevo pregato per un cane.   Gianluca.

PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA  

Gesù, Maria e Giuseppe, in voi contempliamo lo splendore dell’amore vero, a voi con fiducia ci rivolgiamo. Santa Famiglia di Nazareth, rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole del Vangelo e piccole Chiese domestiche.  Santa Famiglia di Nazareth, mai più nelle famiglie si faccia esperienza di violenza, chiusura e divisione: chiunque è stato ferito o scandalizzato conosca presto consolazione e guarigione. Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltate, esaudite la nostra supplica. Amen.  

  • COSA e’ stato ed… È PER TE NATALE?
  • Risonanze spirituali: cosa sottolineeresti di questi pensieri?                                                                         ————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————–

donalesiani@gmail.com  www.sdonvincenzoalesiani.it

26 DICEMBRE 2016 s-stefano“IL NATALE DI S. STEFANO”

IL NATALE DI…SANTO  STEFANO!

La  gente mi conosce perché  la mia festa capita il 26 di Dicembre, giorno dopo Natale. Uno stesso clima natalizio dunque per la nascita di Gesù e per il mio martirio,  la mia nascita al cielo. Qui in Paradiso ringrazio continuamente il Signore Gesù. Io non l’ho conosciuto nella sua vita terrena. Anche perché sono nato fuori di Palestina. Solo quando andai a Gerusalemme a perfezionare i miei studi, ho sentito parlare di Lui. Con altri miei compagni di università abbiamo cominciato  ad avvicinarci a quel nuovo gruppo di credenti che si era formato all’interno dell’Ebraismo. Li chiamavamo i Nazareni. Erano Ebrei come noi. Ma essendo stati   con Gesù per ben tre anni ne erano rimasti affascinati. Quando parlavano di lui avevano tutta la forza dei  testimoni.:

 INFATTI, NON PER ESSERE ANDATI DIETRO A FAVOLE ARTIFICIOSAMENTE  INVENTATE VI ABBIAMO FATTO CONOSCERE LA POTENZA E LA VENUTA DEL  SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO, MA PERCHÉ SIAMO STATI TESTIMONI OCULARI  DELLA SUA GRANDEZZA. (2Pt1,16)

All’inizio rimanevamo alquanto perplessi sulle pretese messianiche di questo Gesù  morto  su una croce e poi, a sentir loro,  risorto dai morti . La cosa comunque ci stimolava. Cominciammo a rileggere le  Scritture, con un’altra ottica. Per trovare conferme a quanto essi annunciavano.  Ma la cosa che più ci convinse fu il loro modo di vivere. Provenivano da diverse situazioni di vita. Alcuni ebrei, altri pagani, eppure stavano insieme e si volevano bene. Condividendo ogni cosa.

TUTTI COLORO CHE ERANO DIVENTATI CREDENTI STAVANO  INSIEME E TENEVANO OGNI COSA IN COMUNE; 45 CHI AVEVA PROPRIETÀ E  SOSTANZE LE VENDEVA E NE FACEVA PARTE A TUTTI, SECONDO IL BISOGNO DI  CIASCUNO.

Era una novità assoluta. Ci affascinava. Abbracciammo la fede cristiana in pienezza. Nella convinzione di non rinnegare nulla, ma di portare a compimento le attese della nostra fede ebraica. Certo che col passare del tempo, nelle difficoltà della convivenza e dei problemi quotidiani, quella atmosfera di perfetta comunione si ridimensionò. Cominciarono i problemi.

 In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano  trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana. (Atti 6)

Cose che succedono in tutti i gruppi umani. Bisognava affrontare il problema, parlandone insieme nella comunità. Apprezzai  il comportamento  degli Apostoli. Volendo salvaguardare il primato della Parola di Dio e favorire la corresponsabilità ci coinvolsero:

Non è giusto  che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense.   Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest’incarico.

Bisognava dunque far discernimento comunitario. Non serviva continuare a lamentarsi. Era necessario rimboccarsi le maniche. Si procedette  all’elezione di 7 di noi disponibili per un servizio di carità.

Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed elessero  Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro,  Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito di Antiochia.

Mi ritrovai ad essere eletto per primo. Confuso per la stima dimostratami. E contento di rendermi utile  in favore dei poveri. Agli apostoli spettò il compito di imporci le mani come segno di un ministero affidatoci ufficialmente dalla Comunità.

 Li  presentarono quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.

LEGGI TUTTO: il-natale-di-s-stefano

  • .QUANTO È VERACE QUELLA VITA, FRATELLI, DOVE PAOLO NON RESTA CONFUSO PER L’UCCISIONE DI STEFANO, MA STEFANO SI RALLEGRA DELLA COMPAGNIA DI PAOLO, PERCHÉ LA CARITÀ ESULTA IN TUTTI E DUE.SÌ, LA CARITÀ DI STEFANO HA SUPERATO LA CRUDELTÀ DEI GIUDEI, LA CARITÀ DI PAOLO HA COPERTO LA MOLTITUDINE DEI PECCATI, PER LA CARITÀ ENTRAMBI HANNO MERITATO DI POSSEDERE IL REGNO DEI CIELI” (S. FULGENZIO DI RUSPE)

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” IL NATALE DI SOLITO È UNA FESTA RUMOROSA: 

CI FAREBBE BENE UN PÒ DI SILENZIO  

  PER ASCOLTARE LA VOCE DELL’AMORE.

  • Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima.
  • L’albero di natale sei tu quando resisti ai venti e difficoltà della vita.
  • Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù adornano la vita.
  • La campana di natale sei tu quando chiami, e cerchi di unire.
  • Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà, la pazienza, l’allegria e la generosità.
  • Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore.
  • La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro  con il Signore.
  • La musica di natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te.             
  • Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti.                                                                                                          
  • Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace  anche quando soffri.
  • Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero.
  • Tu sei la notte di Natale quando cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza  rumori né grandi celebrazioni;                                                           

 TU SEI SORRISO DI CONFIDENZA E TENEREZZA

NELLA PACE INTERIORE DI UN NATALE PERENNE

CHE STABILISCE IL REGNO DENTRO DI TE.

           

Info e prenotazioni: 0721.823.175 – 3338890862     donalesiani@gmail.com   –   www.donvincenzoalesiani.it

  •  Cari amici, C’era una volta un bambino…  Poteva avere 4-5 anni. Non di più. Una gelida mattina d’inverno,   accostandosi al fuoco appena riacceso dalla mamma, vide appesa al camino la… calza della Befana. Con gli occhi sbarrati di meraviglia, tirò fuori un …arancio, grande e profumato. Conosceva bene tante specie di frutti: mele, pere, ciliegie che mangiava cogliendole direttamente dall’albero… ma un arancio non l’ aveva mai visto. Pieno di gioia, non lo mangiò subito… voleva goderselo a lungo. E si mise ad accarezzarlo. Per tutta la giornata…lo accarezzò. Solo alla sera, seduto sulle ginocchia di papà e mamma che lo aiutarono a sbucciarlo, si concesse il piacere di mangiarlo… L’attesa lo aveva reso ancora più buono… Per quel bambino si è fatta sera ormai… Voltandosi indietro,  questo tenero ricordo d’infanzia gli sembra la parabola di tutta la sua vita. Un dono di Dio. La vita stessa, la fede in Gesù, la consacrazione a Lui, il costante tentativo di conoscere e far conoscere qualcosa del grande mistero dell’Incarnazione: “IL VERBO SI E’ FATTO CARNE ED È VENUTO AD ABITARE IN MEZZO A NOI…” (Gv.1,14) Questo e solo questo dovrebbe essere l’oggetto delle nostre riflessioni in questo Avvento. In attesa del GRANDE AVVENTO, il giorno beato in cui “L’Amore che cerca casa…” ci avrà riuniti tutti nella Sua tenda. Buon cammino di Avvento e buone feste…così ! Dv

NOVENA DI NATALE  2016


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“MISE LA SUA TENDA  IN MEZZO A NOI” (Gv. 1,14)

VIENI DI NOTTE

CIELO STELL
MA NEL NOSTRO CUORE E’ SEMPRE NOTTE:

DUNQUE VIENI SEMPRE , SIGNORE.

  • Vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci: e dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo: e dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni, Figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace: e dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni a liberarci, noi siamo sempre più schiavi:  E dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi: e dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti: e dunque vieni sempre, Signore.
  • Vieni, tu che ci ami: nessuno è in comunione col fratello se prima non è con te, o Signore.
  • Vieni. Vieni sempre, Signore.  David Maria Turoldo

 FAI NATALE COSÌ…

gesù bambino mio

  •  Se hai nemici riconciliati:  il Natale è pace!

 

Se hai peccati convertiti: il Natale è amicizia con Dio! 

 

Se hai amici cercali: il Natale è comunione!

 

Se hai poveri al tuo fianco aiutali: il Natale è dono!

 

Se hai superbia interrala: il Natale è umiltà!
Se sei nelle tenebre, cerca la luce: il Natale è luce!

 

Se sei nell’errore rifletti: il Natale è verità!

 

Se sei triste rallegrati: il Natale è gioia!

 

 Se hai odio, dimenticalo: il Natale è amore

ECCO QUALCHE RIFLESSIONE CHE PUO’ NUTRIRE IL NOSTRO SILENZIO MEDITATIVO DI QUESTI GIORNI…

 

  1.  Se ti senti tanto povero e a mani vuote davanti a Dio: – A-chi-dare-Gesù 
  2. Se pensi di aver smarrito la strada Bonhoeffer  Cristo nella mangiatoia
  3. Se hai bisogno di ritrovare la speranza : + LE QUATTRO CANDELE
  4. Prima di fare un regalo … Pensaci bene. + REGALI DI NATALE
  5. Per non fare auguri scontati: + TANTI AUGURI SCOMODI
  6. Se ti senti  inutile e messo da parte + LA PECORA NERA
  7. Per riscoprire il silenzio: +Torniamo a scuola a…Nazaret
  8. Perché la gente possa confonderci con…Gesù:  + SEI TU GESU def
  9. Per imparare cosa vuole Gesù da noi: + Devo finire questa maglia di lana 
  10. Per vincere  la paura della morte :  : + TI TERRÒ PER MANO FIGLIO MIO
  11. Fai fatica a perdonare? Guarda a S. Stefano:  S T E F A N O
  12.  Per tornare un pò bambini …+ lettere dei bambini a Gesù

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22 DICEMBRE – SETTIMO GIORNO 

  • Dal libro del profeta Isaia 49, 14  bimba-e-mamma

Può una donna dimenticare il suo bambino, 

non sentire pietà per il figlio delle sue viscere? 

Anche se vi fosse una donna che si dimenticasse,

 io non ti dimenticherò mai, dice il Signore. 

Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato…

Anche se vi fosse una donna che si dimenticasse,
io non ti dimenticherò mai, dice il Signore.
  • Da “Gesù di Nazaret”: Chi conosce il Padre?  A  conoscerlo  non sono gli scribi, coloro che si occupano professionalmente di Dio; essi restano impigliati nelle loro conoscenze dei dettagli. La purezza del cuore permette di vedere. Essere figlio è un concetto di relazione. Comporta l’abbandono dell’autonomia che si chiude in se  stessa e include ciò che Gesù intende col diventare bambini. Gesù si fa bambino e chiama Dio “Abbà” , titolo impensabile nell’ambiente di Gesù: in esso si esprime l’unicità del “figlio”.  Solo il figlio conosce davvero il Padre: la conoscenza richiede sempre in qualche modo l’uguaglianza.
  •  In contemplazione con Don Orione-  Perché i pastori antichi erano poveri, semplici e pii, ad essi apparve l’Angelo; e, chiamati alla grotta di Betlemme, il loro cuore s’intenerì davanti a Gesù Bambino. Il Signore parla agli umili, ai puri, ai semplici. Erano uomini di buona volontà, e gli Angeli chiamarono su di essi la pace.
  •  Preghiamo insieme: PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…
  •  A CHI DARE GESÙ?  Tutte le statuine del presepio erano in agitazione, si davano un gran da fare per preparare i doni da portare a Gesù.   Una statuina più povera di tutte, cercava, cercava e non trovava niente di presentabile. Era sconsolata quando le sue compagne si misero in fila per andare alla grotta con le mani piene di doni e tutte sorridenti. Anche la statuina più povera, pur non avendo nulla, si mise in processione.  Restò sulla soglia: aveva le mani vuote e il cuore pieno di tristezza. Ripeteva dentro di sé: Signore, non ho niente da offrirti, proprio nulla.  Accadde allora un fatto degno di essere ricordato. Maria che teneva in braccio Gesù bambino, per prendere più facilmente i doni che le venivano offerti dalle varie statuine. Voleva cedere il Figlio divino a San Giuseppe, ma questi era indaffarato nel chiudere gli spiragli da dove entrava il freddo.  A chi dare Gesù?  Guardò intorno e vide sulla soglia l’unica statuina che aveva le mani libere.  Maria allora le porse suo Figlio.  Così quella statuina che non aveva nulla, ebbe tutto.

 Cantiamo:

GIOVANE DONNA   attesa dall’umanità;

un desiderio d’amore e pura libertà.

Il Dio lontano è qui vicino a te voce e silenzio,

annuncio di novità. AVE MARIA

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21 DICEMBRE – SESTO GIORNO

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  • SANT’AMBROGIO, VESCOVO: LA VISITAZIONE DI MARIA
  1. Maria  si avviò in fretta verso la montagna …perché era lieta della promessa e desiderosa di compiere devotamente un servizio, con lo slancio che le veniva dall’intima gioia.
  2. DOVE ORMAI, RICOLMA DI DIO, POTEVA AFFRETTARSI AD ANDARE SE NON VERSO L’ALTO? LA GRAZIA DELLO SPIRITO SANTO NON COMPORTA LENTEZZE.
  3. Subito si fanno sentire i benefici della venuta di Maria e della presenza del Signore. Infatti appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, esultò il bambino nel seno di lei, ed ella fu ricolma di Spirito Santo (cfr. Lc 1, 41).  Esultò Giovanni, esultò anche lo spirito di Maria.   
  4. Sia in ciascuno l’anima di Maria per magnificare il Signore; sia in ciascuno lo spirito di Maria per esultare in Dio. Se c’è una sola madre di Cristo secondo la carne, secondo la fede, invece, CRISTO È IL FRUTTO DI TUTTI, POICHÉ OGNI ANIMA RICEVE IL VERBO DI DIO, PURCHÉ, IMMACOLATA E IMMUNE DA VIZI, CUSTODISCA LA CASTITÀ CON INTEMERATO PUDORE. OGNI ANIMA CHE POTRÀ MANTENERSI COSÌ, MAGNIFICA IL SIGNORE, COME MAGNIFICÒ IL SIGNORE L’ANIMA DI MARIA, E IL SUO SPIRITO ESULTÒ IN DIO SALVATORE.
  • don orione e bambini argentiniIn contemplazione con Don Orione :  Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede (Lett. 88) O Gesù dolce, Gesù amore! Noi ti vogliamo amare e servire in carità grande e santa letizia, sempre contenti per la beata speranza, amando e vivendo delle cose umili e povere, come, o Gesù, ci hai insegnato con la tua nascita, la tua vita e la tua morte. 

madre_teresaE’ Natale:  

  • Per pregare facciamo silenzio…  e mettiamoci in Ascolto!  
  • La cosa più importante è il silenzio! L’essenziale non è quello che diciamo noi, ma quello che ci dice Dio e che Egli dice agli altri per mezzo nostro… 
  • Gesù ci aspetta sempre in silenzio! Nel silenzio possiamo ASCOLTARE la Sua voce. In questo silenzio scopriremo una nuova energia  
  • Tutte le nostre parole saranno inutili, se non vengono dal profondo del cuore. 
  • Le parole che non diffondono la luce di Cristo aumentano l’oscurità! 
  • (Madre Teresa di Calcutta)

Preghiamo insieme

PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

Cantiamo

Venite fedeli,  l’angelo c’invita,

venite, venite  a Betlemme.

Nato vedete  Cristo  Redentore.

Venite adoriamo, venite adoriamo,

venite  adoriamo  il  Cristo Signor. 

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20 DICEMBRE – QUINTO GIORNO

  • Dal Vangelo secondo Matteo: 6,9ss Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano,e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
  • Da “Gesù di Nazaret”:  una grande consolazione Il Padre nostro comincia con una grande consolazione: Noi possiamo dire Padre perché il Figlio ci ha rivelato il Padre. Questa parola “nostro” è impegnativa ci chiede di uscire dal recinto chiuso del nostro io e di entrare nella comunità degli altri figli di Dio. Diciamo si alla Chiesa vivente. Il padre nostro fa di noi una sola famiglia al di là di ogni confine. Dacci oggi il nostro pane quotidiano: Come già nell’invocazione Padre nostro,anche qui si parla del pane nostro. Anche qui preghiamo nella comunione dei figli di Dio e pertanto nessuno può pensare solo a se stesso. Chi ha pane in abbondanza è chiamato alla condivisione.
  • In contemplazione con Don Orione Nel nome della Divina Provvidenza, ho aperto le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede (Lett. 88)

SEI TU GESU’?

BAMBINA CHE PREGA2

  • Un gruppo di venditori furono invitati ad un convegno. Tutti avevano promesso alle proprie famiglie che sarebbero arrivati in tempo per la cena il venerdi sera. Il convegno terminó un pò più tardi del previsto, ed arrivarono in ritardo all’aereoporto. Entrarono tutti con i loro biglietti e portafogli, correndo tra i corridoi dell’aereoporto… All’improvviso, e senza volerlo, uno dei venditori inciampò in un banco che aveva un cesto di mele. Le mele caddero e si sparsero per terra . Senza trattenersi, nè guardando indietro, i venditori continuarono a correre, e riuscirono a salire sull’aereo. Tutti meno UNO.
  • Quest’ultimo si trattenne, respirò a fondo, e sperimentò un sentimento di compassione per la padrona del banco di mele. Disse ai suoi amici di continuare senza di lui e chiese ad uno di loro che all’arrivo avvertisse sua moglie e le spiegasse che sarebbe arrivato con un altro volo un po’ più tardi, visto che non era sicuro di riuscire ad avvisarla in tempo. Dopo tornò al Terminal e si trovò con tutte le mele sparse a terra. La sorpresa fu enorme, quando si rese conto che la padrona delle mele era una bambina cieca. La trovò piangendo, con grandi lacrime che scorrevano  sulle sue guance. Toccava il pavimento, cercando, invano, di raccogliere le mele, mentre moltitudini di persone passavano senza fermarsi; senza che a nessuno importasse nulla dell’accaduto.
  • L’uomo inginocchiatosi con lei, mise le mele nella cesta e l’aiutò a montare di nuovo il banco. Mentre lo faceva, si rese conto che molte cadendo si erano rovinate. Le prese e le mise nella cesta. Quando terminó, tirò fuori il portafoglio e disse alla bambina: Prendi, per favore, questi cento euro per il danno che abbiamo fatto”.  Tu stai bene?” Lei, sorridendo, annuì con la testa. Lui continuò dicendole:- “Spero di non aver rovinato la tua giornata”. Il venditore cominciò ad allontanarsi e la bambina gridò:  – “Signore…” Lui si fermò e si girò a guardare i suoi occhi ciechi.  Lei continuó: “SEI TU GESÙ…?”  Lui si fermò immobile, girandosi un pò di volte, prima di dirigersi per andare a prendere il volo, con questa domanda che gli bruciava e vibrava nell’anima: “SEI TU GESÙ?”
  •  E a te, la gente, ti confonde con Gesù? Perchè è questo il nostro destino, non è così? Sarebbe così bello il mondo se tutti assomigliassimo sempre così tanto a Gesù al punto da non riuscire più a notarne la differenza. Cerchiamo allora, con tutte le nostre forze, di assomigliare sempre più a Gesù, in un mondo che è cieco davanti al suo Amore, alla sua Vita e alla sua Grazia, per la nostra felicità e per quella del nostro prossimo. Tu sei la pupilla dei suoi occhi, anche quando sei stato colpito per le cadute. Lui ha lasciato tutto e ha preso Te e me nel Calvario; e ha pagato la Nostra frutta Rovinata Cominciamo a cercare di vivere come se già valessimo il prezzo che Lui ha pagato! Cominciamo oggi!
  •  Preghiamo insieme: PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo

Venite fedeli,  l’angelo c’invita,

venite, venite  a Betlemme.

Nato vedete  Cristo  Redentore.

Venite adoriamo, venite adoriamo,

venite  adoriamo  il  Cristo Signor.

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19 DICEMBRE – QUARTO GIORNO 

SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE

GESù7

  • Preghiamo col salmo 73:   Riflettevo per comprendere: ma fu arduo agli occhi miei,  finché non entrai nel santuario di Dio…Quando si agitava il mio cuore *  e nell’intimo mi tormentavo, io ero stolto e non capivo, * davanti a te stavo come una bestia. Ma io sono con te sempre: *  tu mi hai preso per la mano destra. Mi guiderai con il tuo consiglio * e poi mi accoglierai nella tua gloria. Chi altri avrò per me in cielo? *  Fuori di te nulla bramo sulla terra. Vengono meno la mia carne e il mio cuore; †   ma la roccia del mio cuore è Dio, *   è Dio la mia sorte per sempre. Il mio bene è stare vicino a Dio: *   nel Signore Dio ho posto il mio rifugio…
  • Dal vangelo secondo Luca  11,1s:  Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando  ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci  a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi  discepoli”. (11,1)
  • Da “Gesù di Nazaret”: Partecipi del Suo pregare  L’incontro con il pregare di Gesù desta nei discepoli il desiderio di apprendere da lui a pregare. Egli ci rende così partecipi del suo pregare,  ci introduce nel dialogo interiore dell’amore trinitario, solleva per così dire le nostre umane necessità fino al cuore di Dio.
  • In contemplazione con Don Orione “Non importa dire molte preghiere, ma importa dirle bene. Io sono contento che se ne dica la metà, un quarto, un Padre Nostro solo, purché sia detto bene, col cuore”(14.9.30)
  •  Preghiamo insieme: PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo

R./ Vieni  Gesù,  resta con  noi  resta  con  noi.

– Dio s’è fatto  come  noi, per farci  come  lui .

– Viene dal  grembo di una  donna,  la Vergine Maria.

– Tutta la  storia l’aspettava, il nostro  Salvatore. 

– Egli era un  uomo come  noi e ci ha chiamati amici . 

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DOMENICA 18 DICEMBRE

  • VANGELO Mt 1,18-24  

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «GIUSEPPE, FIGLIO DI DAVIDE, NON TEMERE DI PRENDERE CON TE MARIA, TUA SPOSA. INFATTI IL BAMBINO CHE È GENERATO IN LEI VIENE DALLO SPIRITO SANTO; ELLA DARÀ ALLA LUCE UN FIGLIO E TU LO CHIAMERAI GESÙ: EGLI INFATTI SALVERÀ IL SUO POPOLO DAI SUOI PECCATI». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

  • MA IL FESTEGGIATO DOV’È?

Festività Natalizie: Giornate intense, un po’ troppo frenetiche se vogliamo, ma belle in fondo, tanto che nessuno vorrebbe rinunciarci.…La domanda seria è:  come le viviamo? Chi festeggiamo? Quanto è presente il Festeggiato? Come riuscire a difenderci spazi di vero riposo, di consapevolezza di noi stessi,  in un più intimo dialogo con Dio e con i nostri cari…S. Giuseppe può darci una mano a ritrovare atmosfere perdute. Ascoltiamolo

  • S. GIUSEPPE  (Libera rielaborazione di Luca cc. 1-2 e Matteo cc. 1-2)

Quando sento parlare delle vostre feste natalizie, mi viene un poco da sorridere. Perché davvero non mi ci ritrovo molto, io che ho  vissuto quel primo ed unico Natale di 2000 anni fa. Vincendo la mia naturale ritrosia a parlare, voglio raccontarvi come andarono veramente le cose. Del resto raccontare di me, significa parlare di Maria e di Gesù. La mia vita è stata legata alla loro. Fin dal principio. Ero un giovane poco più che ventenne, ma già avevo un lavoro. Mio padre mi aveva insegnato l’arte del falegname. Mi piaceva. E,  devo ammetterlo, alcuni lavoretti mi riuscivano anche bene. Erano apprezzati  e ben retribuiti. Potevo ormai pensare a formarmi una famiglia. Da tempo avevo messo gli occhi su Maria, una ragazza di qualche anno più giovane di me. Era bella, Maria. Soprattutto era molto buona. Mi era bastato vederla una volta per sentire che la  mia vita sarebbe stata legata alla sua. Per sempre. Per questo un giorno mi feci coraggio e mi recai in casa di  suo padre Gioachino, a manifestargli le mie serie intenzioni. Egli acconsentì a darmela in sposa. Maria, in un angolo della piccola stanza, abbozzò un sorriso. Felice. Ci incontravamo di rado. Poche parole e tanti piccoli progetti per poter presto andare a vivere insieme. Ma una mattina Maria  venne di corsa a trovarmi sul  lavoro.  Mi prese le mani tra le sue e con  voce tremante mi raccontò di una  visione angelica:

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,  a una vergine, promessa sposa di  un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe.

Mi disse del suo turbamento per uno strano  saluto :

“Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” Ma l’Angelo l’aveva rassicurata: “Non  temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.” “Credimi, Giuseppe, aggiunse,  mi sono sentita come invasa dalla potenza dell’Altissimo. Non potevo resistere…Ho dato la mia piena disponibilità” “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Mi confidò che …

LEGGI TUTTO…. 00-s-giuseppe

In contemplazione con Don Orione: 

“Oh divina luce di Gesù Bambino!

Tutto l’odio, tutto il male, tutte le tenebre di questo mondo,

che sono mai davanti alla luce della notte di Natale?

Nulla! Davanti a Gesù e a Gesù bambino,

sono proprio un nulla”.

  •  Preghiamo insieme PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…
  • “NON TARDARE”

Gesù ti sto aspettando. “Non tardare”
Ti sto aspettando, ma io so che Tu vieni a cercarmi per lavorare nel tuo cantiere:
ti aspettano i bambini poveri che hanno fame, fa’ che io porti loro il pane quotidiano dell’amore;
ti aspettano le persone che soffrono,
fa’ che io porti loro il pane quotidiano della speranza, andandoli a trovare e stringendo le loro mani;
ti aspettano tanti uomini che hanno tutto ma non sono felici, perché non hanno te,
fa’ che io porti loro il pane quotidiano della fede, che brilla come luce nella notte del peccato.
Gesù ti sto aspettando. “Non tardare”.
Ti sto aspettando, ma io so che tu vieni a cercarmi per lavorare nel cantiere del tuo amore.

 

Cantiamo: 

In notte placida, pel muto sentier,

dai campi dei cieli discese l’Amor,

all’alme fedeli il Redentor.

Nell’aura è il palpito di un grande mister

nel nuovo Israel è nato il Signor, 

il fiore più bello dei nostri cuor!

 

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17 DICEMBRE – SECONDO GIORNO

  • Dal vangelo di Giovanni, 14,5ss –  Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la  verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.  Filippo gli chiese:- Signore, mostraci il Padre: questo ci basta. Gesù rispose:- Filippo, sono stato con voi per tanto tempo e non mi conosci ancora? Chi ha visto me ha visto il Padre.maria-sangue-gesù1-202x300
  •  Da “Gesù di Nazaret”: MA CHE COSA HA PORTATO GESU?  La risposta è molto semplice: ha portato Dio. Ora noi conosciamo il suo volto. Ora conosciamo la strada che come uomini dobbiamo prendere in questo mondo. Gesù ha portato Dio e con Lui la verità sul nostro destino: la fede, la speranza e l’amore. Solo la nostra durezza di cuore ci fa ritenere che ciò sia poco. I regni del mondo … sono tutti crollati.  Ma la gloria di Cristo, umile e disposta a soffrire, la gloria del suo amore non è tramontata e non tramonta.
  •  Dalle «Lettere» di san Leone Magno: LA NOSTRA RI-NASCITA SPIRITUALE.

 In contemplazione con Don Orione:  C’era un altro re, un re mansueto, padre dolce del suo popolo. Egli non aveva soldati, non ne volle avere mai. Non volle inciso il suo nome su le rocce dei monti, ma nei cuori degli uomini! L’effusione del Cuore di Dio non va perduta per i mali della terra, e l’ultimo a vincere è Lui, sarà il Signore! E il Signore vince sempre nella misericordia!(L. 23)                                                                                  

Preghiamo insieme PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo:

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor! 

 

16 DICEMBRE – PRIMO GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio e dello spirito Santo. Amen

Rit. Venite adoriamo, Gesù che viene a noi!

  • In ascolto del Vangelo: Luca 2,1ss –  In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si  facesse il censimento di tutta la terra.  Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di  Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata  Betlemme,  per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era  incinta.  Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei  i giorni del parto.  Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse  in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per  loro nell’albergo.
  1.  Da “Gesù di Nazaret”:  Sullo sfondo la storia universale –  Mentre il dato temporale concernente il Battista resta all’interno della storia ebraica, “al tempo di Erode, re della Giudea”(1,5),  il racconto dell’infanzia di Gesù comincia con le parole: ”In quei giorni un decreto di Cesare Augusto” (2,1)  Sullo sfondo appare la grande storia universale, rappresentata dall’impero romano.
  2. Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino- preghiera11 IL TUO DESIDERIO È LA TUA PREGHIERA
    MI FACEVA URLARE IL GEMITO DEL MIO CUORE (CFR. SAL 37, 9). C’È UN GEMITO SEGRETO DEL CUORE CHE NON È AVVERTITO DA ALCUNO. Ma se il tormento di un desiderio afferra il cuore in modo che la sofferenza intima venga espressa e udita, allora ci si domanda quale ne sia la causa. Chi ascolta dice fra sé: Forse geme per questo, forse gli è accaduto quest’altro. MA CHI LO PUÒ CAPIRE SE NON COLUI AI CUI OCCHI, ALLE CUI ORECCHIE SI LEVA IL GEMITO? I gemiti, che gli uomini odono se qualcuno geme, sono per lo più i gemiti del corpo, ma non è percepito il gemito del cuore.  Non davanti agli uomini, che non possono percepire il cuore, ma davanti a te sta ogni mio desiderio. Se il tuo desiderio è davanti a lui, il Padre, che vede nel segreto, lo esaudirà.    IL TUO DESIDERIO È LA TUA PREGHIERA: SE CONTINUO È IL TUO DESIDERIO, CONTINUA È PURE LA TUA PREGHIERA.  SE C’È IL DESIDERIO, C’È PURE IL GEMITO: QUESTO NON SEMPRE ARRIVA ALLE ORECCHIE DEGLI UOMINI, MA NON CESSA DI GIUNGERE ALLE ORECCHIE DI DIO…. leggi tutto in commenti
  3. In contemplazione con Don Orione:  sento un  grande desiderio di amare il Signore, e di consumare la mia vita davanti a Lui. Io vi dichiaro che non so nulla, e non vado cercando null’altro che Lui! Lui! Lui! 
  4.  Preghiamo insieme:  PADRE NOSTRO… AVE MARIA…GLORIA AL PADRE…

 Cantiamo:

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar.
O Dio beato! Ah! Quanto ti costò l’avermi amato.
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L’AMORE CERCA CASA…

  • Sembra essere una legge di natura. Chi non resta stupito, a primavera, davanti all’instancabile volare di  uccelli e rondini in cerca di materiale per preparare un nido confortevole  ai loro piccoli?  Ma è soprattutto dolce (a volte sofferta…) esperienza umana. Quando due giovani  cominciano a fare sul serio nel loro rapporto affettivo, pensano a un focolare che custodisca il loro progetto d’amore. 
  •  E’ la storia di tutti gli innamorati. Anche…di Dio.  Si direbbe che non gli basti il cielo stellato. Stupefacente nella sua bellezza, ma incapace di dialogo col suo Creatore. Che decide subito di imbarcarsi in una storia d’amore con noi. Davanti alla prima coppia umana, non gli par vero di poter rivolgere loro la  parola:   Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi,  riempite la terra” (Gen 1,28)
  • Vorrebbe intrattenersi con loro con la spontaneità di chi fa due passi per incontrare gli amici… Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno. Il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei?” (Gen. 3,9)
  • Davanti  alle umane debolezze che subito affiorano, non demorde.E  un giorno, prende l’iniziativa di una visita a domicilio ad un amico, Abramo, con cui si è impegnato seriamente. A tal punto che non riesce più a nascondergli nulla.   Il Signore diceva:  “Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare?  (Gen 18,18)
  • Quando il suo popolo in fuga dalla schiavitù, si trova in pericolo,  sta …sveglio tutta la notte. Pronto a intervenire:   Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dal paese d’Egitto.  (Es. 12,42)  
  • Certo  esprime il desiderio che Gli costruiscano una Tenda e più tardi un Tempio. Segno visibile della sua presenza e luogo idoneo a dialoghi intimi. Come fra amici.   Così il Signore parlava con Mosè a faccia a faccia,  come un uomo parla con un altro. (Es.33,11)
  • Ma poi quasi si pente. Perché l’uomo non comprende. Sa costruire sontuosi edifici a Dio. Ma fa fatica a fargli posto nel proprio cuore.   In quale luogo potrei fissare la dimora? Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola.  (IS. 66,1-2) E la divina sapienza  ricomincia a cercare casa. Con maggiore determinazione.   Il mio creatore mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe  e prendi in eredità Israele” (Sap 24,8)
  • Ha nel cuore un Divino Progetto. Da realizzare nella pienezza dei tempi. Manderà il Figlio suo a prendere dimora tra noi.  Così non abiterà più  in templi di pietra. Ma nel cuore del  Figlio suo fatto Uomo. E dalla terra salirà finalmente la preghiera a Lui gradita:   Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo  per fare, o Dio, la tua volontà” (Eb. 10,5.7)
  • In fase di attuazione, lo sguardo della divina compiacenza si fissa su una fanciulla di Nazareth. Che, nella penombra della fede, si abbandona, umile e fiduciosa:
    Eccomi, sono la serva del Signore si compia in me la tua parola!
    (Lc 1,38)   E quel giorno,  di fronte allo stupore di tutto il creato:       

IL VERBO   SI  FECE  UOMO  

E POSE LA SUA TENDA  natale-presepe-in-una-tenda …IN MEZZO A NOI

  • Per condividere le nostre gioie  e le nostre lacrime.   Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche  con forti grida e lacrime a colui che poteva  liberarlo da morte… (EB.5,7)
  • Prima di cadere, come  seme fecondo nella  terra della sua Passione, quella sera nel Cenacolo, si intrattiene con i suoi amici:   Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò  che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. (Gv 15)
  • Esprime  il desiderio di stare con noi ed in noi per sempre.   “Se uno  mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi  verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. (Gv 14,23)
  • Per superare la limitazione del tempo, penserà Lui a una dimora  dove l’intimità possa  fiorire in pienezza.          Io vado a  prepararvi un posto;  quando vi avrò preparato un  posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove  sono io. (GV 14,1ss)
  • Per essere  sempre insieme. Come amici d’infanzia. Sotto un’unica tenda che una Mano materna stenderà su di noi:  Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.
  • Liberi dal pianto e dalla paura, saremo finalmente nella pace.   E tergerà ogni lacrima dai loro occhi.  non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno,  perché le cose di prima sono passate”. (Ap. 21 )              
  • E l’Amore potrà esultare per aver realizzato il suo sogno:    Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro  ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro” (Ap 21)
  • E la nostra speranza avrà un nome:  GESÙ. L’EMMANUELE. DIO-CON-NOI! 

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14 Dicembre 2016

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S. GIOVANNI DELLA CROCE

La conoscenza del mistero nascosto in Cristo Gesù

  •    Per quanto siano molti i misteri e le meraviglie scoperte dai santi dottori e intese dalle anime sante nel presente stato di vita, tuttavia ne è rimasta da dire e da capire la maggior parte, e quindi c’è ancora molto da APPROFONDIRE IN CRISTO.
  • Questi infatti è come una miniera ricca di immense vene di tesori, dei quali, per quanto si vada a fondo, non si trova la fine; anzi in ciascuna cavità si scoprono nuovi filoni di ricchezze.  Perciò san Paolo dice del Cristo: «In Cristo si trovano nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza» (Col 2, 3) nei quali l’anima non può penetrare, se prima non passa per le strettezze della SOFFERENZA INTERNA ED ESTERNA Infatti, a quel poco che è possibile sapere in questa vita dei misteri di Cristo non si può giungere senza aver sofferto molto, aver ricevuto da Dio numerose grazie intellettuali e sensibili e senza aver fatto precedere un lungo esercizio spirituale, poiché tutte queste grazie sono più imperfette della sapienza dei misteri di Cristo, per la quale servono di semplice disposizione.
  •    OH, SE L’ANIMA RIUSCISSE A CAPIRE che non si può giungere nel folto delle ricchezze e della sapienza di Dio, se non entrando dove più numerose sono le sofferenze di ogni genere, riponendovi la sua consolazione e il suo desiderio! Come chi desidera veramente la sapienza divina, in primo luogo brama di entrare veramente NELLO SPESSORE DELLA CROCE! 
  •  Per questo san Paolo ammoniva i discepoli di Èfeso che non venissero meno nelle tribolazioni, ma stessero forti e radicati e fondati nella carità, e così potessero comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, per essere ricolmi di tutta la pienezza di Dio (cfr. Ef 3, 17).
  • Per accedere alle ricchezze della sapienza divina LA PORTA E’ LA CROCE. Si tratta di una porta stretta nella quale pochi desiderano entrare, mentre sono molti coloro che amano i diletti a cui si giunge per suo mezzo.

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13 DICEMBRE – SANTA LUCIA

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LO SPLENDORE DELL’ANIMA ILLUMINA LA GRAZIA DEL CORPO

  • Mi rivolgo a te, che vieni dal popolo, dalla gente comune, ma appartieni alla schiera delle vergini. In te lo splendore dell’anima si irradia sulla grazia esteriore della persona. Per questo sei un’immagine fedele della Chiesa.
  • A te dico: CHIUSA NELLA TUA STANZA NON CESSARE MAI DI TENERE FISSO IL PENSIERO SU CRISTO, ANCHE DI NOTTE. ANZI RIMANI AD OGNI ISTANTE IN ATTESA DELLA SUA VISITA.
  • È QUESTO CHE DESIDERA DA TE, PER QUESTO TI HA SCELTA. EGLI ENTRERÀ SE TROVERÀ APERTA LA TUA PORTA. STA’ SICURA, HA PROMESSO DI VENIRE E NON MANCHERÀ ALLA SUA PAROLA. QUANDO VERRÀ COLUI CHE HAI CERCATO, ABBRACCIALO, FAMILIARIZZA CON LUI E SARAI ILLUMINATA.
  • Trattienilo, prega che non se ne vada presto, scongiuralo che non si allontani. Il Verbo di Dio infatti corre, non prova stanchezza, non è preso da negligenza. L’anima tua gli vada incontro sulla sua parola, e s’intrattenga poi sull’impronta lasciata dal suo divino parlare: egli passa via presto. MA ANCHE SE TI SEMBRA CHE SE NE SIA ANDATO, VA’ A CERCARLO ANCORA.             …. LEGGI TUTTO IN COMMENTI

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 DOMENICA 11 DICEMBRE  2016 s-giov-batt3

GIOVANNI E’ LA VOCE.  CRISTO LA PAROLA 

  • Giovanni è la voce. Del Signore invece si dice: «In principio era il Verbo» (Gv 1,1). Giovanni è la voce che passa, Cristo è il Verbo eterno che era in principio.  Se alla voce togli la parola, che cosa resta? Dove non c’è senso intelligibile, ciò che rimane è un vago suono. La voce senza parola colpisce bensì l’udito, ma non edifica il cuore.
  • Vediamo in proposito qual è il procedimento che si verifica nella sfera della comunicazione del pensiero. Quando penso ciò che devo dire, nel cuore fiorisce subito la parola. Volendo parlare a te, cerco in qual modo posso fare entrare in te quella parola, che si trova dentro di me. Le do suono e così, mediante la voce, parlo a te.
  • Il suono della voce ti reca il contenuto intellettuale della parola e dopo averti rivelato il suo significato svanisce. Ma la parola recata a te dal suono è ormai nel tuo cuore, senza peraltro essersi allontanata dal mio.  Non ti pare, dunque, che il suono stesso che è stato latore della parola ti dica: «Egli deve crescere e io invece diminuire»? (Gv 3, 30). Il suono della voce si è fatto sentire a servizio dell’intelligenza, e poi se n’è andato quasi dicendo: «Questa mia gioia si è compiuta» (Gv 3, 29). Teniamo ben salda la parola, non perdiamo la parola concepita nel cuore. Tutti crediamo in Cristo, speriamo la salvezza in Cristo: questo volle significare la voce.
  • E siccome è difficile distinguere la parola dalla voce, lo stesso Giovanni fu ritenuto il Cristo. La voce fu creduta la Parola; ma la voce si riconobbe tale per non recare danno alla Parola. «Non sono io, disse, il Cristo, né Elia, né il profeta». Gli fu risposto: «Ma tu allora chi sei?» «Io sono, disse, la voce di colui che grida nel deserto: Preparate la via del Signore» (cfr. Gv 1, 20-21). «Voce di chi grida nel deserto, voce di chi rompe il silenzio». Che significa: Preparate la via, se non: siate umili di cuore?
  • Prendete esempio dal Battista che, scambiato per il Cristo, dice di non essere colui che gli altri credono sia. Si guarda bene dallo sfruttare l’errore degli altri ai fini di una sua affermazione personale. Precisò le debite differenze. Si mantenne nell’umiltà. Vide giusto dove trovare la salvezza. Comprese di non essere che una lucerna e temette di venire spenta dal vento della superbia…

 

8 DICEMBRE
FESTA DELL’IMMACOLATA 

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Tutta bella sei Maria e il peccato originale non è in te.
Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu letizia d’Israele,
tu onore del nostro popolo, tu avvocata dei peccatori.

O Maria! O Maria!
Vergine prudentissima, Madre clementissima,
prega per noi, intercedi per noi
presso il Signore  Gesù Cristo.

  • Festa della mamma di Gesù. Unico caso nella storia:  Il Figlio ha potuto scegliere e “prepararsi” la madre…
  • Festa dei valori: non si è scelta una mamma ricca, potente, rinomata…ma una madre “PIENA DI GRAZIA”.  Ciò che vale davanti agli uomini non si identifica con ciò che vale davanti a Dio: la tua grazia vale più della vita (sl 63)
  • Festa di …famiglia, festa della Chiesa: Maria è Colei che ci precede ma tutti noi, in Gesù siamo stati scelti prima della creazione del mondo per essere come lei: “SANTI E IMMACOLATI NELL’AMORE” (Ef. 1,3ss)
  •  Festa della Bellezza integrale di  MariaCORPO – ANIMA – SPIRITO:  Giovanni Paolo II scrive che “la femminilità si trova in una relazione singolare con la Madre del Redentore […]. Si può, pertanto, affermare che la donna, guardando a Maria, trova in lei il segreto per vivere degnamente la sua femminilità ed attuare la sua vera promozione. Alla luce di Maria, la Chiesa legge sul volto della donna i riflessi di una bellezza che è specchio dei più alti sentimenti di cui è capace il cuore umano: la totalità oblativa dell’amore; la forza che sa resistere ai più grandi dolori; la fedeltà illimitata e l’operosità infaticabile; la capacità di coniugare l’intuizione penetrante con la parola di sostegno e di incoraggiamento”. Maria, donaci un pò della tua bellezza!
  • PER LA NOSTRA RIFLESSIONE E PREGHIERA:  appunti da  “REDEMPTORIS MATER”
  1.  PIENA DI GRAZIA: E’ il suo nome nuovo: “Il messaggero saluta Maria come “Piena di grazia”: la chiama così come se fosse questo il suo vero nome; non la chiama col nome che le è proprio all’anagrafe terrena: Myriam(= Maria), ma con questo nome nuovo: “piena di grazia”
  2. La risposta di Maria “Nell’annunciazione Maria si è abbandonata a Dio completamente. prestando il pieno ossequio dell’intelletto e della volontà. Ha risposto dunque, con tutto il suo io umano, femminile”
  3. Nella penombra della fede “Maria che si è trovata al centro stesso di quelle “inaccessibili vie” di Dio, vi si conforma nella penombra della fede, accettando pienamente e con cuore aperto tutto ciò che è disposto nel disegno divino”
  4. Con una particolare fatica del cuore “Non è difficile notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorte di “notte della fede”- quasi un “velo” attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero”
  5. Presenza discreta  ed essenziale nel cenacolo “Maria a Nazareth e Maria nel cenacolo di Gerusalemme. In entrambi i casi la sua presenza discreta, ma essenziale, indica la via della “nascita dallo Spirito. Così colei che è presente nel mistero di Cristo come madre, diventa – per volontà del Figlio e per opera dello Spirito Santo – presente nel mistero della Chiesa”
  6. Sostegno della fede dei credenti “ Coloro che in ogni generazione, fra i diversi popoli e nazioni della terra, accolgono con fede il mistero di Cristo, Verbo Incarnato e Redentore del mondo, non solo si volgono con venerazione e ricorrono con fiducia a Maria come a  sua madre, ma cercano nella fede di Lei il sostegno per la propria fede”
  7. Intercede per noi pellegrinanti “Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata”
  8. Speriamo in una sua “Buona parola” alla venuta di Cristo Ella ha anche quel ruolo, proprio della madre, di mediatrice di clemenza nella venuta definitiva, quando tutti coloro che sono di Cristo saranno vivificati e “l’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte”(1Cor.15,26)
  9. E noi ci affidiamo a Lei…Affidandosi filialmente a Maria, il cristiano, come l’apostolo Giovanni, accoglie “fra le sue cose proprie” la madre di Cristo e la introduce in tutto lo spazio della propria vita interiore, cioè nel suo “io” umano e cristiano:”La prese con sé”
  10. E la preghiamo: ”Soccorri, o Madre…” La liturgia esclama: ”Soccorri il tuo popolo che cade, ma pur sempre anela a risorgere” la Chiesa , da parte sua, con tutta la comunità dei credenti e in unione con ogni uomo di buona volontà, si rivolge congiuntamente al Redentore e a sua madre con l’invocazione:“Soccorri”
  •  MARIA, VOGLIAMO AMARTI  Siamo tutti tuoi e vogliamo amarti come nessuno ti ha amato mai Con Te sulla tua via il nostro cammino è sicuro. Con Te, ogni passo conduce alla mèta, ed anche nella notte Tu ci sei vicina, trasformi ogni timore in certezza. La tua corona di rose vogliamo essere noi Una corona di figli tutti tuoi….Siamo tutti tuoi e vogliamo amarti come nessuno ti ha amato mai Ave Maria.      

Madre io vorrei:    MADONNA-CON-BIMBOCHE-DORME-169x300Io vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi io vorrei tanto ascoltare da Te quello che pensavi, quando hai udito che Tu non saresti più stata tua
e questo Figlio che non aspettavi, non era per Te.

Ave, Maria! Ave Maria! Ave, Maria! Ave, Maria!

Io vorrei tanto saper da Te, se quand’era bambino,
Tu gli hai spiegato che cosa sarebbe successo di Lui
e quante volte anche Tu di nascosto piangevi, Madre,
quando sentivi che presto l’avrebbero ucciso per noi.

N’ A V E   M A R I A  (Trilussa)

BAMBINI IN PREGHIERA

Quand’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: “Ricordati fijolo,
quando te senti veramente solo
tu prova a recità ‘n’ Ave Maria
l’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.

Come me sento veramente solo
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

7 DICEMBRE:  S. AMBROGIO  

s-ambrogio

  • Nel sesto libro delle Confessioni Agostino racconta del suo incontro con Ambrogio, un incontro certamente di grande importanza nella storia della Chiesa. Egli scrive testualmente che, quando si recava dal Vescovo di Milano, lo trovava regolarmente impegnato con caterve di persone piene di problemi, per le cui necessità egli si prodigava. C’era sempre una lunga fila che aspettava di parlare con Ambrogio per trovare da lui consolazione e speranza.
  • LEGGEVA LE SCRITTURE… SOLO CON GLI OCCHI:  Qui Agostino fa le sue meraviglie, perché Ambrogio leggeva le Scritture a bocca chiusa, solo con gli occhi (cfr Confess. 6,3).  Che Ambrogio potesse scorrere le pagine con gli occhi soltanto, segnala ad Agostino ammirato una capacità singolare di lettura e di familiarità con le Scritture. Ebbene, in quella «lettura a fior di labbra», dove il cuore si impegna a raggiungere l’intelligenza della Parola di Dio si può intravedere il metodo della catechesi ambrosiana: è la Scrittura stessa, intimamente assimilata, a suggerire i contenuti da annunciare per condurre alla conversione dei cuori. 
  • Così, stando al magistero di Ambrogio e di Agostino, la catechesi è inseparabile dalla testimonianza di vitaCRISTO È TUTTO PER NOI! Chi educa alla fede non può rischiare di apparire una specie di clown, che recita una parte «per mestiere». Piuttosto  egli deve essere come il discepolo amato, che ha poggiato il capo sul cuore del Maestro, e lì ha appreso il modo di pensare, di parlare, di agire. Alla fine di tutto, il vero discepolo è colui che annuncia il Vangelo nel modo più credibile ed efficace.Come l’apostolo Giovanni, il Vescovo Ambrogio – che mai si stancava di ripetere: «Omnia Christus est nobis!; Cristo è tutto per noi!» – rimane un autentico testimone del Signore.

«Omnia Christus est nobis! 

GESU CONFIDO3

CRISTO E’ TUTTO PER NOI!

Se vuoi curare una ferita, egli è il medico;

Se sei riarso dalla febbre, egli è la fonte;

Se sei oppresso dall’iniquità, egli è la giustizia;

Se hai bisogno di aiuto, egli è la forza;

Se temi la morte, egli è la vita;

Se desideri il cielo, egli è la via;

Se sei nelle tenebre, egli è la luce…

Gustate e vedete come è buono il Signore:

 beato è l’uomo che spera in lui!»

(De virginitate 16,99).

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SECONDA DOMENICA DI AVVENTO

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“VOCE DI UNO CHE GRIDA…”  G I O V A N N I   I L   B A T T I S T A

Libera rielaborazione 

 

Mi sono svegliato presto questa mattina. Con qualche presentimento in più sulla mia fine imminente. Da qualche mese mi trovo  in questa orribile prigione. Mi ci ha rinchiuso  il re  Erode per avergli rimproverato la sua condotta  immorale. NON TI È LECITO TENERE LA  MOGLIE DI TUO FRATELLO

Sono cresciuto in fretta. Forte nel corpo e  nello spirito. Un carattere piuttosto asciutto e rigido. Con me stesso e  con gli altri.IL FANCIULLO CRESCEVA E SI FORTIFICAVA NELLO SPIRITO.

Ben presto mi  resi conto che la gente si era allontanata dalla fede genuina. Tutti sospiravano la venuta del Messia, ma pochi erano disposti a vivere coerentemente. Cominciavo a capire che  il Signore aveva un progetto  su di me: preparargli la strada nel cuore degli uomini. Mi ritirai  nel deserto.  VISSE IN REGIONI  DESERTE FINO AL GIORNO DELLA SUA MANIFESTAZIONE A ISRAELE.

Molto  sobriamente: GIOVANNI ERA VESTITO DI PELI DI CAMMELLO, SI CIBAVA DI LOCUSTE E MIELE SELVATICO

Non c’è bisogno di molte cose quando si ha Dio nel cuore e un grande sogno da realizzare. Senza perdere tempo, mi recai vicino al fiume Giordano e cominciai a gridare a quanti passavano: PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE, RADDRIZZATE  I SUOI  SENTIERI!

Riconosco che le mie parole non erano molto delicate. Ma efficaci a  scuotere coscienze addormentate:

RAZZA DI VIPERE, CHI VI HA INSEGNATO A SFUGGIRE ALL’IRA IMMINENTE?

All’inizio, molti mi presero per pazzo. Poi, poco alla volta,  cominciavano a farsi pensosi  e mi chiedevano:

CHE COSA DOBBIAMO FARE?

Raccomandavo  quanto mi ispirava il Signore,  secondo la situazione concreta di ciascuno. Ai  pubblicani che raccoglievano le tasse: NON ESIGETE NULLA DI PIÙ DI QUANTO VI È STATO FISSATO

A quanti avevano beni di questo mondo li scongiuravo: CHI HA DUE TUNICHE, NE DIA UNA A CHI NON NE HA; E CHI HA DA  MANGIARE, FACCIA ALTRETTANTO

Purtroppo  cominciarono a  scambiarmi per il Messia atteso. Con chiarezza risposi: Io Non Son Degno  Di Sciogliere Neppure Il Legaccio Dei Suoi  Sandali

Un giorno notai  tra la folla, una delegazione ufficiale inviata da Gerusalemme per chiedermi: CHI SEI?  CHE COSA DICI DI TE STESSO?

Non avevo dubbi  sulla  mia identità: IO SONO  VOCE DI UNO CHE GRIDA NEL DESERTO:   PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE

E un giorno venne anche Lui. Facendosi peccatore con i peccatori.  Si mise in fila. Come gli altri. Lo riconobbi tra mille. Mi rifiutai di battezzarlo, dicendo:  IO HO BISOGNO DI ESSERE BATTEZZATO DA TE E TU VIENI DA ME? 

Ma Egli,  con  sorriso buono di fratello, mi pregò:

 LASCIA FARE PER ORA, POICHÉ CONVIENE CHE COSÌ  ADEMPIAMO OGNI GIUSTIZIA.

Dovetti acconsentire. Lo battezzai,  tremando per la vicinanza del Santo di Dio.  Lo seguii con lo sguardo mentre si allontanava verso il deserto. Qualche giorno dopo,  seppi  che si era messo a battezzare anche Lui  in una località  non lontana. Qualcuno dei miei discepoli, preoccupati per la possibile concorrenza, vennero a dirmi  ECCO STA BATTEZZANDO E TUTTI  ACCORRONO A LUI. 

Li rassicurai. Felice che la  mia missione raggiungesse il suo scopo. EGLI DEVE CRESCERE E IO INVECE DIMINUIRE.

 …Da quel giorno le cose per me precipitarono….  LEGGI TUTTO IN ALLEGATO 08-battista

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S. ANSELMO: Il desiderio della contemplazione di Dio natale-giotto

  • ORSÙ, MISERO MORTALE, FUGGI VIA PER BREVE TEMPO DALLE TUE OCCUPAZIONI, lascia per un po’ i tuoi pensieri tumultuosi. Allontana in questo momento i gravi affanni e metti da parte le tue faticose attività. ATTENDI UN POCO A DIO E RIPOSA IN LUI. Entra nell’intimo della tua anima, escludi tutto tranne Dio e quello che ti aiuta a cercarlo, e, richiusa la porta, cercalo. O mio cuore, di’ ora con tutto te stesso, di’ ora a Dio: CERCO IL TUO VOLTO. «IL TUO VOLTO, SIGNORE, IO CERCO» (SAL 26, 8).  O SIGNORE DIO MIO, MAI IO TI VIDI, NON CONOSCO IL TUO VOLTO.
     CHE COSA FARÀ IL TUO SERVO TORMENTATO DALL’AMORE PER TE E GETTATO LONTANO DAL TUO VOLTO? Anela a vederti e il tuo volto gli è troppo discosto. Desidera avvicinarti e la tua abitazione è inaccessibile. Brama trovarti e non conosce la tua dimora. Si impegna a cercarti e non conosce il tuo volto.
  • “FILIPPO, CHI VEDE ME… HA VISTO IL PADRE” (GV.14)
  • LEGGI TUTTO IN COMMENTI

LEGGI TUTTO: 13-panino-di-natale-2016-lamore-cerca-casa

SCARICA ALLEGATO: 13a-proposte-dicembre-2016-eeserali-ritiro-mlo-ritiro-fine-anno

30 NOVEMBRE – S. ANDREA 

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«Seguitemi, vi farò pescatori di uomini»

  • Quando avevi sentito la voce del Precursore…, quando il Verbo si è fatto carne ed ha portato la Buona Novella della salvezza sulla terra, tu l’hai seguito, offrendo te stesso come primizia, come prima offerta a Colui che poi hai fatto conoscere, lo hai indicato a tuo fratello riconoscendolo nostro Dio (Gv 1,35-41): pregalo di salvarci, illuminarci…
  • Lasci le reti per diventare pescatore di uomini con la ‘canna’ della predicazione e l’amo della fede. Hai salvato i popoli dall’abisso dell’errore, Andrea, fratello del capo del coro degli Apostoli, la cui voce risuona per istruire tutta la terra. Illumina coloro che celebrano la tua dolce memoria, coloro che sono nelle tenebre…  
  • Andrea, primo chiamato fra i tuoi discepoli, Signore, ha voluto imitarti nella Passione; si è fatto simile a te anche nella morte. Per la tua croce ha ripescato dall’abisso dell’ignoranza coloro che vi si erano smarriti per riportarli a te. Perciò cantiamo a te, Signore di bontà: per sua intercessione donaci la pace…
  • Rallegrati, Andrea, che diffondi ovunque la gloria del nostro Dio, come narrano i cieli (Sal 19,2). Tu, il primo a rispondere alla chiamata di Cristo, sei diventato suo intimo amico; imitando il suo amore, rifletti la sua luce su coloro che abitano nelle tenebre. E’ per questo che celebriamo la tua festa e cantiamo: «Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola» (Sal 19,5).

don-orione-presepe

La

bontà

vince sempre

l’amore vince l’odio;

il  bene vince il male;

la luce vince le tenebre!

Tutto l’odio,  tutto il male,

tutte le tenebre di questo mondo,

che sono mai davanti alla luce di questa

notte di Natale?  Nulla! Davanti a Gesù

e a Gesù Bambino, sono proprio un nulla!

Confortiamoci  ed  esultiamo  nel Signore!

E l’ultimo a vincere è Lui,  sarà  il Signore !

E il Signore vince sempre nella misericordia!

Tutto passa: solo Cristo resta!  E’ Dio e resta!

Resta per illuminarci,  resta per consolarci,

resta per dare a noi,

nella  sua  vita,  la

sua misericordia!

Gesù  resta  e  vince,

ma nella misericordia

(S. Luigi  Orione)

COSA È PER TE NATALE?   Risonanze spirituali: cosa sottolineeresti di questi pensieri?                                                              ————————————————————————————————————————————————————-

  • bambino-sulle-ginocchiaNon riesco a ricordare quando mio padre mi teneva sulle ginocchia. Ricordo solo quando mi portava sulla canna della sua bicicletta e, apposta mi sollevava un po’ di qua e un po’ di là con i suoi ginocchi. Ridevo ed ero felice. Sentivo, attraverso quegli scherzosi tocchi di ginocchio, che mio padre mi voleva bene. Ricordo molto bene quando tenevo i miei figli sulle ginocchia e giocavamo a “trotta trotta bel caval…”. Nessun discorso, nessuna paternale. Una filastrocca, due ginocchi in movimento e tanta felicità. Ora che sono grandi, le mie ginocchia sono qui ad aspettare i loro figli. Per dare ancora felicità.     E quando le mie gambe si raffredderanno per sempre e diventeranno polvere nel grembo della terra, chi renderà felice la mia anima bambina?Le ginocchia di Dio! Due grandi mani afferreranno le mie;         due grandi occhi guarderanno i miei; un piccolo sorriso basterà per rivelarmi un grande amore. L’amore di un grande padre. Tra un saltello e l’altro, gli chiederò di mostrarmi il suo primo disegno, il suo primo calcolo, la sua prima fotografia scattata all’alba del primo giorno.
  • Mi farò spiegare tutte le cose che non ho capito bene nella vita. Gli domanderò perché, pur essendo padre, sa amare come una madre. Come ha fatto a concepire, nella sua fantasiosa mente, i tratti dell’uomo e i tratti della donna. A chi si è ispirato per creare i nostri occhi capaci, da piccoli, di esprimere solo gioia e stupore; da grandi, anche odio e dolore. I miei tanti “perché” metteranno a dura prova la sua infinita pazienza.
  • Ma, quando capirò che sarà stanco di darmi delle spiegazioni, smetterò di parlare. Se chiuderà gli occhi per il sonno, ascolterò il suo respiro fino al suo risveglio. Se vorrà farmi saltellare, farò di tutto per non stancargli mai le ginocchia.
  • Sulle ginocchia di Dio, c’è posto per tutti i “BAMBINI” DELL’UNIVERSO, compresi quelli in carne e ossa MAI NATI. Questi ultimi, li vorrò far giocare anch’io, sulle ginocchia di Dio. Ulisse
  • buon-pastoreIl buon Pastore, che ha dato la sua vita per le sue pecore, cerca la pecora smarrita sui monti e sui colli sui quali si offrivano sacrifici agli idoli. Trovatala, se la pone su quelle medesime spalle che avrebbero portato il legno della croce e la riporta alla vita dell’eternità. 
  • Dopo la prima incerta luce del Precursore, viene la Luce stessa, che è tutto fulgore. Dopo la voce viene la Parola, dopo l’amico dello Sposo viene lo Sposo stesso. 
  • Il Signore viene dopo colui che gli preparò un popolo scelto e predispose gli uomini alla effusione dello Spirito Santo mediante la purificazione nell’acqua. 
  • Dio si fece uomo e morì perché noi ricevessimo la vita. Così siamo risuscitati con lui perché con lui siamo morti, siamo stati glorificati perché con lui siamo risuscitati.

47 comments

  1. IL TESORO
    (d. Oreste Benzi)

    Gli era stata promessa per la sua festa di laurea un’auto nuova fiammante, all’uscita dall’università, con il diploma di laurea sotto il braccio.
    Quale non fu la sua amara sorpresa quando, il giorno fatidico, il padre lo abbracciò sorridente, non però con le chiavi della macchina, bensì con un libro in mano, appena ritirato nella vicina libreria. Una Bibbia.
    Il giovane neo-dottore scagliò rabbiosamente il libro, e da quel giorno non rivolse più la parola al padre.
    Rimise piede in casa quando anni dopo gli fu comunicata la notizia della morte del vecchio genitore. La notte del funerale, mentre rovistava tra le carte della scrivania paterna, trovò la Bibbia che gli era stata regalata il giorno della laurea.
    In preda al rimorso, soffiò via la polvere che si era depositata sulla copertina del libro e cominciò a sfogliarlo.
    Scoprì tra le pagine un assegno datato il giorno della laurea, con l’importo esatto dell’auto promessa.

  2. … MENTRE MI PREPARO PER LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA DELLA NOTTE SANTA, MI RITORNANO IN MENTE ALCUNE PAROLE DI UNA ANTICA LAUDE DEDICATA AL BAMBINO GESU’ :

    Oggi è nato un bel BAMBINO,
    BIANCO ROSSO E RICCIOLINO.
    Dalle mandrie usciron fuori
    certi semplici pastori,
    e portarono frutta e fiori,
    e formaggio latte e vino.
    OGGI E’ NATO UN BEL BAMBINO
    BIANCO ROSSO E RICCIOLINO.
    (SN)

  3. E mi trovo a rileggere la storia della ” Maglia di lana ” e della Morte entrata nella casa della vecchina di Cresburg da una porta chiusa.
    Forse anche in questo nostro 24 sera e con la nostra porta chiusa ci viene chiesto di ” morire ” a qualcosa : a sicurezze , a noi stessi , alla spensieratezza di un tempo , al ” mondo” oppure e semplicemente ad un piccolo regalo che avremmo voluto fare , perché le esigenze sono altre..
    Forse , in qualche maniera , questa notte entrerà anche a casa nostra un po’ di..morte e sarà vestita di preoccupazione , impotenza o  fragilità,  perché a volte la magia delle luci e delle palline è,oramai, quella che resta fuori dalla nostra porta .
    E il pensiero e il cuore va’ a chi , vicino a noi, è senza lavoro , a chi nemmeno più ha la sua casa perché mangiata da un terremoto , a chi è Stanco Dentro e deve fare i conti con il tempo che passa e le delusioni che arrivano , a chi è più Solo di noi e a chi lo è , anche , in un letto di ospedale..
    Forse anche noi abbiamo incontrato in questi giorni un po’ di quel ” morire ” che passa dalla porta chiusa
    Ma che bello avere il coraggio della vecchina di ” alzare gli occhi ” , e far vincere la consapevolezza e non la paura 
    Che bello il Natale di una vecchina che sa bene dove sta’ andando .
    Vince la sua Perseveranza
    Vince il suo ” ne vale la pena ”
    VINCE LA MAGLIA FINITA…!!!
    Vince il cielo coperto di stelle
    VINCE IL PROGETTO di un GESU’che arriva a mezzanotte e 5 ,
    e VINCE IL SUO PRENDERCI PER MANO : e’ NATALE !!

    Auguri….

  4. … quest’anno a Natale ho deciso di regalare alle persone importanti della mia vita una lettera a cuore aperto. Donare un pezzetto di me, parole sincere per chi può ascoltarle e così eccomi qua a scrivere. I motivi della mia lettera sono tanti: il desiderio di raccontarmi accorciando le distanze che ci dividono, condividere, imparare qualcosa. Il desiderio di scriverti però nasce innanzitutto dalla volontà di ringraziarti. Le tue mail, i tuoi messaggi fanno sì che io ti senta vicino ed è molto importante per me.
    Le tue parole, l’esempio di mamma e papà mi indicano una via da percorrere, che mi ha salvata in tanti momenti neri e che mi sostiene oggi nel cammino bellissimo e difficile di essere madre, moglie, figlia e sorella.
    Non puoi farmi regalo più bello e più grande di questo, per questo GRAZIE davvero.
    Ho un cruccio grande: insegno tante belle cose alle mie figlie e vorrei tanto saper loro trasmettere anche il mio amore per Dio. Vorrei loro sapessero quanto sia importante la Sua presenza nella mia vita, il valore e il senso che da a tutto quello che faccio e invece per tanti motivi diversi non ne trovo il modo e questo non mi da pace. Mi “giustifico” dicendomi che sono ancora piccoline … ma so benissimo quanto loro siano già perfettamente in grado di capire tante cose, di cogliere il significato delle cose importanti.
    Amo stare a contatto con i bambini, tutti i bambini. Credo fermamente siano la parte più bella e più pura di tutto il creato. Il contatto con la malattia (soprattutto la malattia dei bambini) è difficile a volte insopportabile, fa nascere tante domande e tanti perché a cui non so dare risposta, ma aiuta a dare valore alla vita e a ringraziare Dio per ogni singolo respiro che ci concede. In più il Gaslini è un luogo certo carico di sofferenza, ma dal quale il sentimento che emerge con più forza è l’amore. È potente la forza dell’amore e lascia qualcosa di grande dentro di me. Incontro belle persone che in momenti veramente terribili della loro vita sanno tirare fuori il meglio da loro stessi. Cerco di imparare molto da loro.
    Mio padre è fantastico. Credo di essere stata molto fortunata a crescere in una così bella famiglia. Circondata, sommersa d’amore. Credo sia un grande privilegio e una grande responsabilità. Ho ricevuto tanto e ora spetta a me diffondere amore e sorrisi e spero di esserne sempre all’altezza.
    I miei genitori, che hanno avuto la fortuna di viverti, mi hanno raccontato spesso di quanto tu sia stato importante per loro. Lo capisco. Ti auguro di cuore un Buon Natale. Con immenso affetto.

  5. Auguri di un Santo Natale finalmente pieno di Dio. Di questo Bimbo che si fa carne e viene ad abitare in noi e ci fa nuovi nello stupore meraviglioso dell’ accoglienza. Buon Natale se nella grotta e spoglia del cuore Lui nascerà ancora per rinnovare il mondo.Buon NAtale perché. Dio Padre ci conceda di imparare l’Amore.

  6. GESU’ HA …FAME! Oggi ho fatto la spesa ad un negretto. che stava x strada a chiedere soldi ai passanti. Avevo già attraversato la via, ma SONO DOVUTA TORNARE INDIETRO xché non sono riuscita a passare oltre facendo finta di nulla.
    Sicché sono tornata indietro e non ho fatto in tempo a dire niente, lui si è messo a parlare x primo chiedendomi una spesa. Ci siamo avviati verso un negozio. Una volta entrati l’ho visto molto… disinvolto, troppo… infatti sceglieva le cose + costose, andava sul “lusso”!
    Allora con delicatezza gli ho spiegato che quando faccio la spesa x me, compero le cose facendo attenzione che non siano le + costose, sono buone lo stesso anche se meno costose! Ha accettato anche se ho visto che ha fatto fatica …un sacchetto di spesa con dentro pomodori, pasta, carne di pollo, dentifricio e altro… che NON ERANO DI MARCA SCADENTE, ma NEANCHE SUPER-LUSSO! Erano però COSE BUONE ma a prezzi normali!!
    ANCHE IO HO SOFFERTO LA FAME, SO COSA VUOL DIRE AVERE FAME. Non volevo che restasse affamato, però mi è sembrato giusto “EDUCARLO” a non sperperare SCEGLIENDO LE COSE DI LUSSO!

  7. …come ogni anno l’aria natalizia ci circonda con: luci ,addobbi di ogni genere e musiche che fanno bene al cuore.Sappiamo però che non basta tutto questo per essere NATALE! Il NATALE SIAMO NOI, è la nostra stessa vita divinizzata, è DIO IN NOI . NATALE E’ UNA LUCE DI SPERANZA, non solo per noi , ma per tutti coloro che sono stati redenti da quel “BAMBINO” che attendiamo sempre e che invochiamo con tutte le nostre forze: VIENI, SIGNORE GESU’. “DALLA SUA PIENEZZA NOI TUTTI ABBIAMO RICEVUTO GRAZIA SU GRAZIA” (Gv 1,16). Questo è l’augurio del mio NATALE per te….

  8. …In questo NATALE 2016 passeremo davanti a tanti presepi… FERMIAMOCI IN SILENZIO…lasciamo che lo stupore entri nel nostro sguardo per vedere ciò che che gli occhi non possono vedere…saranno la tenerezza e la bellezza ad accompagnarci fino alla grotta, dove il DIO BAMBINO ci tenderà le Sue mani, ci stringerà in un abbraccio caldo e intenso così che la terra e il cielo si toccano fino a farci vibrare l’anima. ECCO IL NATALE!
    A TUTTI AUGURO DI CUORE DI FARE TALE ESPERIENZA!!!

  9. RICEVO AUGURI DAVVERO BELLI DA PARTE DI DUE GIOVANI SPOSI…MI SEMBRA CHE POSSANO FARE BENE A TUTTI NOI….

    N A T A L E 2 0 1 6
    QUESTO E’ UN NATALE UN PO’ SPECIALE! Almeno lo è per noi! Noi amanti degli addobbi e delle lucine, noi amanti delle musiche e dell’atmosfera magica dell’avvento. Noi, che in questo Natale tutte queste cose le abbiamo saltate a piedi pari! Il trasloco ci ha costretti a rinunciare a tutto questo, ma non ci ha impedito di vivere l’avvento preparando il cuore al natale, al giorno in cui tutto si ferma… E’ un giorno di lentezza, finalmente. non si guarda a nulla se non all’attimo che si sta vivendo, all’immagine statica eppure cosi’ viva del presepe. e questa immagine, QUESTA CARNE DIVINA E’ L’ESSENZIALE. E’ vero… sembra che il natale sia tutto fuorché fermarsi. Sembra che sia il periodo dell’anno dove si corra di piu’! fatture , scadenze, cene, regali, corse e aspettative.. quanti dicono : -“non vedo l’ora che finiscano le feste!” non sia cosi’ per te. E’ QUESTO IL NOSTRO AUGURIO. L’augurio di non cadere nella trappola del mondo che non ci vuole mai fermi, perché devi “correre a comprare”.. perché “cosa aspetti, approfittane!” perché “ affrettati, l’offerta vale solo fino a domani!” perché “non lasciarti sfuggire questa opportunita’!”
    NO… SE DEVI CORRERE, TI AUGURIAMO DI CORRERE DA QUALCUNO PER ABBRACCIARLO. SE DEVI AFFRETTARTI, TI AUGURIAMO DI AFFRETTARTI A CONVERTIRE IL CUORE A GESU’, (CHE NON HA SCADENZA!) APPROFITTIAMO DELL’OFFERTA, SI , MA DELL’OFFERTA PIU’ GRANDE DI TUTTE : QUELLA DEL SUO AMORE! TUTTE LE OFFERTE TI DANNO DEGLI SCONTI, IL SUO AMORE PERO’ NON SIA “SCONTATO”, PERCHE’ E’ GRATUITO! ALLORA ECCO L’ESSENZIALE. ECCO QUI IL NOSTRO AUGURIO E IL NOSTRO DONO, CHE PARLA PROPRIO DELL’ESSENZIALE. POSSA TU TORNARE UN PO’ BAMBINO, ANZI ANCORA MEGLIO, POSSA TU RICORDARTI COSA SI PROVA QUANDO SI E’ BAMBINI! POSSA TU VIVERE IL NATALE CON EMOZIONE ED ENTUSIASMO…FERMATI!!! POSSA TU ARRIVARE AL 26 DICEMBRE CON LA VOGLIA DI RIFARE TUTTO! POSSA ESSERE QUESTO GIORNO, QUELLO CHE SI CELEBRA IN QUESTO GIORNO, IL CENTRO DELLA TUA VITA, L’ESSENZIALE. TUTTO IL RESTO E’ UN DI PIU’ REGALATO. TI VOGLIAMO TANTO BENE. Si. e Be.
    BUON NATALE!!!!

  10. “Si deve anche essere capaci di vivere senza libri e senza niente.
    Esisterà pur sempre un pezzettino di cielo da poter guardare, e abbastanza spazio dentro di me per congiungere le mie mani in preghiera”.
    (Etty Hillesum)

    Quel “pezzettino di Cielo” che si intravvede a Villa S. Biagio dove si fa davvero ESPERIENZA VIVA DI GESU’ che interpella, si fa strada nei nostri cuori attraverso la PREGHIERA, LA CONSAPEVOLEZZA, il SILENZIO, gli ESERCIZI SPIRITUALI, la S. MESSA SPIEGATA, CHE TESORO INCOMMENSURABILE!!!
    Credo davvero che san Biagio sia CASA DI PREGHIERA VOLUTA DALLA PROVVIDENZA!
    Con INFINITA GRATITUDINE di TANTA PREZIOSITA’…
    auguri di buon vero Natale!

  11. ” Il Natale di solito è una festa rumorosa: ci farebbe bene un pò di silenzio per ascoltare la voce dell’AMORE.
    Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima.
    L’albero di natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita.
    Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la vita.
    La campana di natale sei tu quando chiami,congreghi e cerchi di unire.
    Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà la pazienza l’allegria e la generosità.
    Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore.
    La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore.
    Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai.
    La musica di natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te.
    Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.
    Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri.
    Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.
    Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori ne grandi celebrazioni; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un natale perenne che stabilisce il regno dentro di te.
    (Papa Francesco)

  12. CARI AMICI ECCO UNA BELLA RIFLESSIONE MARINA CORRADI SUL MALE E SUL…NATALE!

    IL MALE: L’omicidio dell’anziano di Siracusa e… IL NATALE. Marina Corradi – martedì 20 dicembre 2016

    Si chiamava Giuseppe Scarso, ma lo chiamavano tutti “don Pippo”. Aveva 80 anni ed è morto pochi giorni fa, dopo due mesi e mezzo di agonia. La notte del 1 ottobre, a Siracusa, era stato dato alle fiamme da una banda di tre ragazzi appena maggiorenni. Per gioco. Il signor Giuseppe non dava fastidio a nessuno: viveva solo, girava per il quartiere appoggiandosi al suo bastone, era un po’ sordo, ma sempre gentile, con il sorriso fragile che gli davano i suoi anni. I tre ragazzi, invece, avevano un problema: si annoiavano. Stavano in giro per il quartiere tutto il giorno, a cercare un modo…per ammazzare il tempo. Finché un giorno non hanno visto passare il signor Giuseppe, claudicante, solo. Perché hanno scelto proprio lui? Per quella sua aria inerme, perché era così indifeso e impotente. La vittima ideale. L’agnello da immolare alla noia di tre ragazzi sbandati. Hanno cominciato col seguirlo a casa, con uno spintone, con una parola offensiva. Il signor Giuseppe non capiva. Poi sono passati alle sassate tirate contro alle finestre della sua casa. Ma quella voglia maligna di fare del male non si appagava, anzi cresceva ogni giorno, vorace. Una sera… Entrarono e buttarono l’alcool addosso al vecchio, sulla faccia, sui vestiti. Tanto alcool. Un fiammifero, e l’uomo prese fuoco come una torcia. Ha sofferto per due mesi e mezzo i dolori terribili delle ustioni, prima che il suo cuore cedesse. Mentre lui agonizzava, uno dei presunti colpevoli è stato arrestato, uno è fuggito. Tre diciottenni. Tre ragazzi marchiati per la vita da ciò che hanno fatto. Anche loro bruciati in quel folle, malvagio fuoco in casa di un povero vecchio. Ci pensi, ci ripensi. E tanto male ti pesa addosso come piombo. Tanto male gratuito e atrocemente stupido, contro un uomo fragile e inerme. Il male allo stato puro. Come ci si consola di un male così? Non ci si consola. Al massimo, si cerca di non pensarci, soprattutto ora che è Natale, e si vuole essere sereni. Invece il grande male accaduto c’entra, con il Natale. Perché umanamente, quel gesto è imperdonabile. Occorre qualcosa di più grande della nostra giustizia, per stare di fronte alla storia del signor Giuseppe. Occorre una misericordia molto più grande: quella di un Dio che si incarna fra gli uomini, che nasce bambino, per caricarsi sulle sue spalle tutto il nostro male. Il nostro Dio morto in Croce può perdonare ogni male, se gli si chiede perdono. Lo ricorda il Papa:«Niente di quanto un peccatore pentito pone dinanzi alla misericordia di Dio rimane senza perdono». Niente. Nemmeno dare fuoco a un vecchio? Si esita a una simile domanda, manca il fiato. Eppure se, per grazia, quei tre, mentre saldano i conti con la umana giustizia, capissero cosa hanno fatto, e davvero domandassero perdono, il perdono di Dio abbraccerebbe anche loro. Potrebbero essere uomini diversi. Nuovi. Potrebbero essere santi. E questo, solo perché Cristo è nato a Betlemme, per noi, in quella notte che ha tagliato e trasformato la storia. Solo perché è nato, e poi è morto per noi. Natale non è l’occasione per non pensare ai nostri mali, e seppellirli in una sentimentale dolciastra allegria. Natale, è il giorno che rende possibili i miracoli. Che il cuore di un uomo possa davvero cambiare, forse è questo il miracolo più grande.

  13. AUGURI DI SANTO SERENO NATALE A EX ALLIEVI ED AMICI, A TUTTI COLORO CHE SENTONO IL SANTO LUIGI ORIONE COME PADRE E TESTIMONE DELLA FEDE
    NELLA PROPRIA VITA:

    Queste poche fragili ore
    questo rapido sguardo
    sul mondo
    questa brace di sogni,
    passioni e dolore
    che chiamano vita,
    ha senso e ragione
    se un raggio d’amore
    illumina i passi
    se un gesto innocente
    sa farci scoprire
    in ognuno un fratello.
    E in ogni fratello Gesù!
    Questo, racconta il Natale
    e a volte ne trovo una traccia
    in qualche sorriso
    lì dentro ai tuoi occhi,
    o dentro a un silenzio.
    Per questo
    ognuno è chiamato
    a farsi segno efficace,
    Sacramento
    dell’unica libertà
    che è donata
    alla vita dell’umo
    e perfino di Dio:
    l’Amore!
    Santo Natale con Gesù,
    il festeggiato dimenticato,
    fra valanghe di luci
    di palle e colori.
    In un assedio
    Di triste non senso.
    Di vuoto.
    Santo sereno Natale in Gesù.

    Alessandro Priorelli
    Presidente ex allievi di Villa san Biagio

  14. …la preparazione a questo Natale di GESU’, la sento molto, mi ci vado preparando con una grande
    gioia , sai perchè? La Chiesa nella liturgia delle ore ci fa ripetere continuamente: “VIENI, SIGNORE GESU’! ” Questa invocazione per me è bellissima, la sento come se l’avessi inventata io. Lo cerco Gesù e lo invoco in ogni attimo che Lui mi concede. Sperimentare la Sua vicinanza diventa una forte calamita dalla quale non te ne puoi più liberare. Tutto questo per la mia anima è veramente sorprendente perchè incomincio a capire che senza di Lui non si può proprio vivere. Mentre sto scrivendo questi pensieri mi ci commuovo… La mia riconoscenza è davvero infinita. la mia vita è tutta Sua. Gli enormi sforzi e le grandi offerte mi stanno regalando una grande “PACE” .

  15. “Si può pregare tacendo, soffrendo, lavorando,
    ma IL SILENZIO è PREGHIERA SOLO SE SI AMA,
    LA SOFFERENZA E’PREGHIERA SOLO SE SI AMA,
    IL LAVORO E’ PREGHIERA SOLO SE SI AMA”.

    “Non ci sono grandi cose da fare, bastano piccole cose fatte con grande amore”.

    (A. Gasparino)

  16. “Gli antichi dicevano che pregare è respirare.
    Qui si vede quanto sia sciocco voler parlare di un “perché”, perché io respiro? Perché altrimenti morrei.
    COSì LA PREGHIERA”.
    (S. Kierkegaard)

    “Il primo telefono senza fili fu creato da Dio.
    Si chiama PREGHIERA.
    Non perde mai il segnale!”.
    (anonimo)

  17. Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino
    IL TUO DESIDERIO È LA TUA PREGHIERA

    MI FACEVA URLARE IL GEMITO DEL MIO CUORE (CFR. SAL 37, 9). C’È UN GEMITO SEGRETO DEL CUORE CHE NON È AVVERTITO DA ALCUNO. Ma se il tormento di un desiderio afferra il cuore in modo che la sofferenza intima venga espressa e udita, allora ci si domanda quale ne sia la causa. Chi ascolta dice fra sé: Forse geme per questo, forse gli è accaduto quest’altro. MA CHI LO PUÒ CAPIRE SE NON COLUI AI CUI OCCHI, ALLE CUI ORECCHIE SI LEVA IL GEMITO? I gemiti, che gli uomini odono se qualcuno geme, sono per lo più i gemiti del corpo, ma non è percepito il gemito del cuore. Non davanti agli uomini, che non possono percepire il cuore, ma davanti a te sta ogni mio desiderio. Se il tuo desiderio è davanti a lui, il Padre, che vede nel segreto, lo esaudirà.
    IL TUO DESIDERIO È LA TUA PREGHIERA: SE CONTINUO È IL TUO DESIDERIO, CONTINUA È PURE LA TUA PREGHIERA. L’Apostolo infatti non a caso afferma: «Pregate incessantemente» (1 Ts 5, 17). S’intende forse che dobbiamo stare continuamente in ginocchio o prostrati o con le mani levate per obbedire al comando di pregare incessantemente? Se intendiamo così il pregare, ritengo che non possiamo farlo senza interruzione. Ma v’è un’altra preghiera, quella interiore, che è senza interruzione, ed è il desiderio. QUALUNQUE COSA TU FACCIA, SE DESIDERI QUEL SABATO (CHE È IL RIPOSO IN DIO), NON SMETTI MAI DI PREGARE. SE NON VUOI INTERROMPERE DI PREGARE, NON CESSARE DI DESIDERARE. IL TUO DESIDERIO È CONTINUO, CONTINUA È LA TUA VOCE. TACERAI, SE SMETTERAI DI AMARE. Se resta sempre vivo l’amore, tu gridi sempre; se gridi sempre,
    desideri sempre; se desideri, hai il pensiero volto alla pace.
    «E DAVANTI A TE STA OGNI MIO DESIDERIO» (Sal 37, 10). Se sta davanti a Lui il desiderio, come può non essere davanti a Lui anche il gemito che è la voce del desiderio? Perciò egli continua: «E il mio gemito a te non è nascosto» (Sal 37, 10), ma lo è a molti uomini. Talora l’umile servo di Dio sembra dire: «E il mio gemito a te non è nascosto»; ma talora pare anche che egli rida: forse che allora quel desiderio è morto nel suo cuore? SE C’È IL DESIDERIO, C’È PURE IL GEMITO: QUESTO NON SEMPRE ARRIVA ALLE ORECCHIE DEGLI UOMINI, MA NON CESSA DI GIUNGERE ALLE ORECCHIE DI DIO.

  18. “Di notte, quando sono a letto, nel buio della mia stanza, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano, son o gli occhi della mia coscienza.”
    (Totò)

    “La vigliaccheria chiede: è sicuro?
    L’opportunità chiede: è conveniente?
    La vanagloria chiede: è popolare?
    Ma la coscienza chiede: è GIUSTO?”
    (M.L.K.)

  19. UN REGALO PIU’ GRANDE S.AMBROGIO NON CE LO POTEVA FARE A NOI CHE PORTIAMO IL NOME DELLA GRANDE SANTA LUCIA. l’invito è quello di cercare Dio continuamente senza stancarci. Una volta trovato non lasciamocelo sfuggire perchè è frutto di tanti sforzi, di intimo coloquio e di infinita sofferenza. LUI si fa trovare solo SE SIAMO CAPACI DI PASSARE ATTRVERSO LA GRANDE PROVA.Se siamo stati capaci di averlo trovato teniamocelo stretto invitiamolo continuamente nella nastra casa dopo averla adornata e degna della Sua dimora. E’ questo e solo questo il mio desiderio. LO AUGURO A TUTTE LE ANIME CHE DESIDERANO AMARE DIO VERAMENTE.

  20. L’OBBEDIENZA è la via più certa verso la santità; anzi l’obbedienza soprannaturale, l’unione della nostra volontà con la volontà divina, costituisce l’essenza stessa della santità, ossia dell’AMORE PERFETTO.

    (M.Kolbe)

  21. …GRAZIE per la meraviglosa pagina di S.Ambrogio!
    Io non mi chiamo LUCIA, ma è stata un DONO anche per me.
    Intanto, auguro buon onomastico a tutte coloro che portano questo bellissimo nome.

  22. Cari amici, ecco una pagina MERAVIGLIOSA DI S. AMBROGIO da meditare e …regalare alle TANTE DONNE CHE SI CHIAMANO LUCIA

    LO SPLENDORE DELL’ANIMA ILLUMINA LA GRAZIA DEL CORPO
    Mi rivolgo a te, che vieni dal popolo, dalla gente comune, ma appartieni alla schiera delle vergini. In te lo splendore dell’anima si irradia sulla grazia esteriore della persona. Per questo sei un’immagine fedele della Chiesa.
    A te dico: CHIUSA NELLA TUA STANZA NON CESSARE MAI DI TENERE FISSO IL PENSIERO SU CRISTO, ANCHE DI NOTTE. ANZI RIMANI AD OGNI ISTANTE IN ATTESA DELLA SUA VISITA. È QUESTO CHE DESIDERA DA TE, PER QUESTO TI HA SCELTA. EGLI ENTRERÀ SE TROVERÀ APERTA LA TUA PORTA. STA’ SICURA, HA PROMESSO DI VENIRE E NON MANCHERÀ ALLA SUA PAROLA. QUANDO VERRÀ COLUI CHE HAI CERCATO, ABBRACCIALO, FAMILIARIZZA CON LUI E SARAI ILLUMINATA. Trattienilo, prega che non se ne vada presto, scongiuralo che non si allontani. Il Verbo di Dio infatti corre, non prova stanchezza, non è preso da negligenza. L’anima tua gli vada incontro sulla sua parola, e s’intrattenga poi sull’impronta lasciata dal suo divino parlare: egli passa via presto.
    E la vergine da parte sua che cosa dice? L’ho cercato ma non l’ho trovato; l’ho chiamato ma non mi ha risposto (cfr. Ct 5, 6). Se così presto se n’è andato via, non credere che egli non sia contento di te che lo invocasti, lo pregasti, gli apristi la porta: spesso egli permette che siamo messi alla prova. Vedi che cosa dice nel vangelo alle folle che lo pregavano di non andarsene: Bisogna che io porti l’annunzio della parola di Dio anche ad altre città, poiché per questo sono stato mandato (cfr. Lc 4, 43).
    MA ANCHE SE TI SEMBRA CHE SE NE SIA ANDATO, VA’ A CERCARLO ANCORA. È DALLA SANTA CHIESA CHE DEVI IMPARARE A TRATTENERE CRISTO. Anzi te l’ha già insegnato, se ben comprendi ciò che leggi: Avevo appena oltrepassato le guardie, quando trovai l’amato del mio cuore. L’ho stretto forte e non lo lascerò (cfr. Ct 3, 4). Quali dunque i mezzi con cui trattenere Cristo? Non la violenza delle catene, non le strette delle funi, ma i vincoli della carità, i legami dello spirito. Lo trattiene l’amore dell’anima.
    Se vuoi anche tu possedere Cristo, cercalo incessantemente e non temere la sofferenza. È più facile spesso trovarlo tra i supplizi del corpo, tra le mani dei persecutori. Lei dice: Poco tempo era trascorso da quando le avevo oltrepassate. Infatti una volta libera dalle mani dei persecutori e vittoriosa sui poteri del male, subito, all’istante ti verrà incontro Cristo, né permetterà che si prolunghi la tua prova.
    COLEI CHE COSÌ CERCA CRISTO, CHE HA TROVATO CRISTO, PUÒ DIRE: L’HO STRETTO FORTE E NON LO LASCERÒ FINCHÉ NON LO ABBIA CONDOTTO NELLA CASA DI MIA MADRE, NELLA STANZA DELLA MIA GENITRICE (CFR. CT 3, 4). CHE COS’È LA CASA, LA STANZA DI TUA MADRE, SE NON IL SANTUARIO PIÙ INTIMO DEL TUO ESSERE?
    Custodisci questa casa, purìficane l’interno. Divenuta perfettamente pulita, e non più inquinata da brutture di infedeltà, sorga quale casa spirituale, cementata con la pietra angolare, si innalzi in un sacerdozio santo, e lo Spirito Paraclito abiti in essa. COLEI CHE CERCA CRISTO A QUESTO MODO, COLEI CHE COSÌ PREGA CRISTO, NON È ABBANDONATA DA LUI, ANZI RICEVE FREQUENTI VISITE. EGLI INFATTI È CON NOI FINO ALLA FINE DEL MONDO.

  23. …MI ABBANDONO ALLA FEDELTA’ DI DIO ORA E SEMPRE Sl 51) LA FEDELTA’ DI DIO …PER ME nella paura per un attimo ho capito, sperato, creduto. Un attimo del nostro tempo è davvero un NIENTE, EPPURE IN OGNI ATTIMO DI BIVIO C’E’ L’ETERNITA’ . Quando LO INCONTREREMO , da buon avvocato ricorderà POCO i nostri momenti “stupidi” MA GLI ATTIMI IN CUI ABBIAMO SCELTO LUI,CI SIAMO ABBANDONATI A LUI ..ABBIAMO CREDUTO..CI ABBIAMO S E R I A M E N T E PROVATO ..LUI LI RICORDERA’ …MAGARI LO RITROVERO’ NEL SUO SGUARDO, NEL SUO ABBRACCIO..! E’ COSI grande e importante e vitale GUARDARE ALLA META …

  24. Proprio come ai nostri tempi: Adamo “scarica la colpa” su Eva; Eva sul serpente.
    Sicché la genesi dell’uomo dalle origini in poi… si ripete! Nulla di nuovo sotto il sole… se non fosse x Dio che “si sceglie la propria mamma”, immacolata e DEGNA di essere abitata da Dio. Lo credo bene, che ci abbia capito POCO lei “LA PIENA DI GRAZIA”! Invece io, “di che cosa… sono piena”?! Che insondabile pace profonda essere scelta tra tutte da Dio… xché trovata “degna” di essere la sua mamma!! la parola “degna”…mi SPAVENTA! Vorrei scrivere ogni piccola sfumatura sulle vibrazioni di ogni singola parola che mi ha colpito, che mi penetra e che… “disturba”. Sensazioni che sanno di dolce come miele xché sono COSE NOBILI e ALTE, e insieme di amaro…xché preludio di scelte anche difficili…che bisognerebbe fare.

  25. O VERGINE PER LA TUA BENEDIZIONE E’ BENEDETTA OGNI CREATURA

    Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell’uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall’oppressione e avevano perso vivezza per l’abuso di coloro che s’erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellire dall’uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore non solo invisibilmente le regge dall’alto, ma anche, presente visibilmente tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti frutto benedetto del grembo benedetto di Maria benedetta.
    Per la pienezza della tua grazia anche le creature che erano negl’inferi si rallegrano nella gioia di essere liberate, e quelle che sono sulla terra gioiscono di essere rinnovate. Invero per il medesimo glorioso figlio della tua gloriosa verginità, esultano, liberati dalla loro prigionia, tutti i giusti che sono morti prima della sua morte vivificatrice, e gli angeli si rallegrano perché è rifatta nuova la loro città diroccata.
    O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura. Dai «Discorsi» di sant’Anselmo, vescovo

  26. —UN INNO ALLA VERGINE “IMMACOLATA”

    SEI PRIMIZIA DELLA NUOVA CREAZIONE,
    SEI L’ALBA RADIOSA DELL’ULTIMO GIORNO,
    SEI SORTA DISCRETA COME RUGIADA
    CHE DONA IN SILENZIO, SOLLIEVO ALLA TERRA.

    VOLUTA COME VERGINE DI SION
    SOLO DI DIO PER L’ORA PROMESSA
    SEI STATA CHIAMATA,
    COME AL ROVETO,
    DAL FUOCO CHE ARDE MA NON SI CONSUMA.

    RICOLMA DELLA GRAZIA DEL SIGNORE,
    PREGA PER NOI, O VERGINE MADRE:
    LA VITA DI CRISTO,
    SOLE CHE SORGE,
    RIEMPIA DI LUCE
    IL NOSTRO CAMMINO
    (go)

  27. Dalle «Lettere» di sant’Ambrogio, vescovo
    LA GRAZIA DELLE TUE PAROLE CONQUISTA IL POPOLO

    Hai ricevuto il sacerdozio e, stando a poppa della Chiesa, tu guidi la nave sui flutti. Tieni saldo il timone della fede in modo che le violente tempeste di questo mondo non possano turbare il suo corso. Il mare è davvero grande, sconfinato; ma non aver paura, perché «È lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita» (Sal 23, 2).
    Perciò non senza motivo, fra le tante correnti del mondo, la Chiesa resta immobile, costruita sulla pietra apostolica, e rimane sul suo fondamento incrollabile contro l’infuriare del mare in tempesta. È battuta dalle onde ma non è scossa e, sebbene di frequente gli elementi di questo mondo infrangendosi echeggino con grande fragore, essa ha tuttavia un porto sicurissimo di salvezza dove accogliere chi è affaticato. …
    Vi è poi un fiume che si riversa sui suoi santi come un torrente. Chiunque abbia ricevuto dalla pienezza di questo fiume, come l’evangelista Giovanni, come Pietro e Paolo, alza la sua voce; e come gli apostoli hanno diffuso la voce della predicazione evangelica con festoso annunzio fino ai confini della terra, così anche questo fiume incomincia ad annunziare il Signore. Ricevilo dunque da Cristo, perché anche la tua voce si faccia sentire. Raccogli l’acqua di Cristo, quell’acqua che loda il Signore.
    I tuoi sermoni siano fluenti, puri, cristallini, sì che il tuo insegnamento morale suoni dolce alle orecchie della gente e LA GRAZIA DELLE TUE PAROLE CONQUISTI GLI ASCOLTATORI, perché ti seguano docilmente dove tu li conduci. Il tuo dire sia pieno di sapienza. Le tue labbra siano ben aderenti all’idea: vale a dire, l’esposizione dei tuoi discorsi sia lucida, splenda chiaro il senso senza bisogno di spiegazioni aggiunte; il tuo discorso si sappia sostenere e difendere da se stesso, e non esca da te parola vana o priva di senso.

  28. Il frutto del servizio è la pace
    (Madre Teresa di Calcutta)

    Le opere dell’amore sono sempre opere di pace.
    Ogni volta che dividerai il tuo amore con gli altri,
    ti accorgerai della pace che giunge a te e a loro.
    Dove c’è pace c’è Dio; è così che Dio tocca le nostre vite
    e mostra il Suo amore per noi,
    riversando pace e gioia nei nostri cuori.
    E’ soltanto Dio che ha il potere di donare e di togliere:
    condividi dunque tutto ciò che ti è stato dato, compreso te stesso.
    Non ci vuole molto, può bastare un sorriso:
    il mondo sarebbe diverso se sorridessimo di più.
    Perciò sorridi, sii allegro, contento che Dio ti ami.

  29. CHI PUO’ AIUTARCI A FARE LE PULIZIE DI …NATALE!?

    Un giorno un uomo “single” venne a sapere che Dio stava per venire a trovarlo. «Da me?», si preoccupò. «Nella mia casa?».
    Si mise a correre affannato attraverso tutte le camere, salì e scese per le scale, si arrampicò fin sul tetto, si precipitò in cantina. Vide la sua casa con altri occhi, adesso che doveva venire Dio.
    «Impossibile! Povero me!», si lamentava. «Non posso ricevere visite in questa indecenza.
    E’ tutto sporco! Tutto pieno di porcherie. Non c’è un solo posto adatto per riposare.
    Non c’è neppure aria per respirare». Spalancò porte e finestre.
    «Fratelli! Amici!», invocò. «Qualcuno mi aiuti a mettere in ordine! Ma in fretta!».
    E cominciò a spazzare con energia la sua casa. Attraverso la spessa nube di polvere che si sollevava, vide uno che era venuto a dargli aiuto. In due era più facile. Buttarono fuori il ciarpame inutile, lo ammucchiarono e lo bruciarono. Si misero in ginocchioni e strofinarono vigorosamente le scale e i pavimenti. Ci vollero molti secchi d’acqua, per pulire tutti i vetri. Stanarono anche la sporcizia che si annidava negli angoli più nascosti.
    «Non finiremo mai!», sbuffava l’uomo. «Finiremo!», diceva l’altro, con calma. Continuarono a lavorare, fianco a fianco, per tutto il giorno. E, finalmente, la casa pareva messa a nuovo, lustra e profumata di pulito.
    Quando scese il buio, andarono in cucina e apparecchiarono la tavola. «Adesso», disse l’uomo, «può venire il mio Visitatore! Adesso può venire Dio. Dove starà aspettando?». «Io sono già qui!», disse l’altro, e si sedette al tavolo. «Siediti e mangia con me!».
    Dio non ci lascia mai soli nel compito di «far pulizia» nella nostra casa-anima.
    E’ con noi, dalla nostra parte. Ci incoraggia con la sua parola, ci affianca e agisce con la sua grazia. Il sacramento della Riconciliazione è opera contemporanea di Dio e del cristiano, che si incontrano per star bene insieme e «mangiare alla stessa tavola».

  30. S. GIOVANNI DELLA CROCE:
    • …Ma ora che la fede è basata in Cristo e la legge evangelica è stabilita in quest’èra di grazia, non è più necessario consultare Dio, né che egli parli o risponda come allora. Infatti, donandoci IL FIGLIO SUO, CH’È LA SUA UNICA E DEFINITIVA PAROLA, CI HA DETTO TUTTO IN UNA SOLA VOLTA E NON HA PIÙ NULLA DA RIVELARE.
    • Questo è il senso genuino del testo in cui san Paolo vuole indurre gli Ebrei a lasciare gli antichi modi di trattare con Dio secondo la legge mosaica, e a fissare lo sguardo solamente in Cristo: «Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1, 1). CON QUESTE PAROLE L’APOSTOLO VUOL FAR CAPIRE CHE DIO È DIVENTATO IN UN CERTO SENSO MUTO, NON AVENDO PIÙ NULLA DA DIRE, PERCHÉ QUELLO CHE UN GIORNO DICEVA PARZIALMENTE PER MEZZO DEI PROFETI, L’HA DETTO ORA PIENAMENTE DANDOCI TUTTO NEL FIGLIO SUO.
    • Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo, e va cercando cose diverse e novità. Dio infatti potrebbe rispondergli: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo» (Mt 17, 5). Se ti ho già detto tutto nella mia Parola ch’è il mio Figlio e non ho altro da rivelare, come posso risponderti o rivelarti qualche altra cosa? FISSA LO SGUARDO IN LUI SOLO E VI TROVERAI ANCHE PIÙ DI QUANTO CHIEDI E DESIDERI: IN LUI TI HO DETTO E RIVELATO TUTTO

  31. UN PENSIERO BELLO ALL’INIZIO DELLA II SETTIMANA DI AVVENTO. A me ha fatto bene.

    …NON SI SPENGA LA SPERANZA DENTRO IL NOSTRO CUORE…
    Ciascuno di noi possa essere lo strumento capace in ogni momento di RIACCENDERE con la sua SPERANZA, la FEDE, la PACE e l’AMORE.

    (da C.di B.)

  32. … ti sono riconoscente per i preziosi consigli spirituali che mensilmente mi invii e colgo l’ occasione per ringraziarti ancora di aver stimolato con le tue parole e il tuo esempio, nel periodo trascorso insieme a Tortona in seminario, il mio cammino spirituale.Il seme della fede, per grazia di Dio e’ sempre vivo anche grazie ai tuoi insegnamenti. Come tu mi hai insegnato ho mantenuto negli anni la mia devozione a Maria e mi sono affidato a Lei ricevendone grande consolazione e per sua intercessione molte grazie.Ricordo ancora oggi il tabellone, voluto da te e preparato da me, posto in capellina per la festa dell’Immacolata!!! Grazie a Dio e alla sua provvidenza la mia fede e’ progredita. Da te ho capito che la fede si trasmette con l’esempio! Tutto ciò mi ha consente di poter gioire oggi, anche per tuo merito, per l’ imminente ordinazione Diaconale di mio figlio Francesco. Tappa come sai intermedia per il presbiterato.L’otto gennaio sarà festa! Sono certo che almeno con la preghiera ci starai vicino. Grazie ancora per tutto! Io prego per te. Edoardo Deffenu

  33. RITROVIAMO L’ENTUSIASMO DELL’EVANGELIZZAZIONE ASCOLTANDO UN GRANDE MISSIONARIO S. FRANCESCO SAVERIO…

    Guai a me se non predicherò il vangelo!

    Abbiamo percorso i villaggi dei neòfiti, che pochi anni fa avevano ricevuto i sacramenti cristiani. Questa zona non è abitata dai Portoghesi, perché estremamente sterile e povera, e i cristiani indigeni, privi di sacerdoti, non sanno nient’altro se non che sono cristiani. Non c’è nessuno che celebri le sacre funzioni, nessuno che insegni loro il Credo, il Padre nostro, l’Ave e i Comandamenti della legge divina.
    DA QUANDO DUNQUE ARRIVAI QUI NON MI SONO FERMATO UN ISTANTE; PERCORRO CON ASSIDUITÀ I VILLAGGI, AMMINISTRO IL BATTESIMO AI BAMBINI CHE NON L’HANNO ANCORA RICEVUTO. I fanciulli poi non mi lasciano né dire l’Ufficio divino, né prendere cibo, né riposare fino a che non ho loro insegnato qualche preghiera; allora ho cominciato a capire che a loro appartiene il regno dei cieli.
    Perciò, non potendo senza empietà respingere una domanda così giusta, a cominciare dalla confessione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnavo loro il Simbolo apostolico, il Padre nostro e l’Ave Maria. Mi sono accorto che sono molto intelligenti e, se ci fosse qualcuno a istruirli nella legge cristiana, non dubito che diventerebbero ottimi cristiani.
    Moltissimi, in questi luoghi, non si fanno ora cristiani solamente perché manca chi li faccia cristiani. Molto spesso mi viene in mente di percorrere le Università d’Europa, specialmente quella di Parigi, e di mettermi a gridare qua e là come un pazzo e scuotere coloro che hanno più scienza che carità… Oh! se costoro, come si occupano di lettere, così si dessero pensiero anche di questo, onde poter rendere conto a Dio della scienza e dei talenti ricevuti!
    In verità moltissimi di costoro, turbati a questo pensiero, dandosi alla meditazione delle cose divine, si disporrebbero ad ascoltare quanto il Signore dice al loro cuore e, messe da parte le loro brame e gli affari umani, si metterebbero totalmente a disposizione della volontà di Dio. GRIDEREBBERO CERTO DAL PROFONDO DEL LORO CUORE: «SIGNORE, ECCOMI; CHE COSA VUOI CHE IO FACCIA?» (AT 9, 6 VOLGATA). MANDAMI DOVE VUOI, MAGARI ANCHE IN INDIA.

  34. ECCO UNA GRANDE PAGINA CHE CI SOSTIENE NELLA RICERCA DEL VOLTO DI DIO IN…GESU’ BAMBINO

    S. ANSELMO
    Il desiderio della contemplazione di Dio
    Dal «Proslògion» di sant’Anselmo, vescovo

    ORSÙ, MISERO MORTALE, FUGGI VIA PER BREVE TEMPO DALLE TUE OCCUPAZIONI, lascia per un po’ i tuoi pensieri tumultuosi. Allontana in questo momento i gravi affanni e metti da parte le tue faticose attività. ATTENDI UN POCO A DIO E RIPOSA IN LUI. Entra nell’intimo della tua anima, escludi tutto tranne Dio e quello che ti aiuta a cercarlo, e, richiusa la porta, cercalo. O mio cuore, di’ ora con tutto te stesso, di’ ora a Dio: CERCO IL TUO VOLTO. «IL TUO VOLTO, SIGNORE, IO CERCO» (SAL 26, 8).
    Orsù dunque, Signore Dio mio, insegna al mio cuore dove e come cercarti, dove e come trovarti. Signore, se tu non sei qui, dove cercherò te assente? Se poi sei dappertutto, perché mai non ti vedo presente? Ma tu certo abiti in una luce inaccessibile. E dov’è la luce inaccessibile, o come mi accosterò a essa? Chi mi condurrà, chi mi guiderà a essa, sì che in essa io possa vederti? Inoltre con quali segni, con quale volto ti cercherò? O SIGNORE DIO MIO, MAI IO TI VIDI, NON CONOSCO IL TUO VOLTO.
    Che cosa farà, o altissimo Signore, questo esule che è così distante da te, ma che a te appartiene? CHE COSA FARÀ IL TUO SERVO TORMENTATO DALL’AMORE PER TE E GETTATO LONTANO DAL TUO VOLTO? Anela a vederti e il tuo volto gli è troppo discosto. Desidera avvicinarti e la tua abitazione è inaccessibile. Brama trovarti e non conosce la tua dimora. Si impegna a cercarti e non conosce il tuo volto.
    SIGNORE, TU SEI IL MIO DIO, TU SEI IL MIO SIGNORE E IO NON TI HO MAI VISTO. TU MI HAI CREATO E RICREATO, mi hai donato tutti i miei beni, e io ancora non ti conosco. Io sono stato creato per vederti e ancora non ho fatto ciò per cui sono stato creato. Ma tu, Signore, fino a quando ti dimenticherai di noi, fino a quando distoglierai da noi il tuo sguardo? Quando ci guarderai e ci esaudirai? Quando illuminerai i nostri occhi e ci mostrerai la tua faccia? Quando ti restituirai a noi?
    Guarda, Signore, esaudiscici, illuminaci, mostrati a noi. Ridònati a noi, perché ne abbiamo bene: SENZA DI TE STIAMO TANTO MALE. ABBI PIETÀ DELLE NOSTRE FATICHE, DEI NOSTRI SFORZI VERSO DI TE: NON VALIAMO NULLA SENZA TE.
    INSEGNAMI A CERCARTI E MOSTRATI QUANDO TI CERCO: NON POSSO CERCARTI SE TU NON MI INSEGNI, NÉ TROVARTI SE NON TI MOSTRI. CHE IO TI CERCHI DESIDERANDOTI E TI DESIDERI CERCANDOTI, CHE IO TI TROVI AMANDOTI E TI AMI TROVANDOTI.

  35. Sono sempre più convinta che ognuno debba imparare a scrivere la sua vita guardando a Dio Padre.Scrivere il suo Vangelo con Cristo che diventa carne nella nostra storia umana.Scrivere di quando e’ venuto ad abitare in noi, nella nostra vita spesso affannata e piena di contraddizioni. Di come l’ha trasformata con la sua grazia e di come ancora lo incontriamo nelle strade del nostro tempo.Di come lo doniamo dopo averlo ricevuto.Si, ne sono certa, tutto cambierebbe nel mondo e nella chiesa.

  36. “Il Verbo STESSO di DIO…
    Colui che è PRIMA DEL TEMPO, che è AL DI FUORI DELLA MATERIA, la FONTE della VITA e dell’IMMORTALITA’, l’ESPRESSIONE dell’ARCHETIPO DIVINO, il SIGILLO che NON CONOSCE MUTAMENTI, l’immagine INVARIATA AUTENTICA, viene in aiuto, SI FA UOMO, ASSUME UN CORPO, ACCETTA di UNIRSI ad un’ANIMA dotata di UMANA… INTELLIGENZA!
    Colui che è LA TOTALITA’, SI SPOGLIA DI SE’ fino all’ANNULLAMENTO..”

    Mi colpiscono queste imperscrutabili prime righe che ho copiato e sottolineato; mi soffermo su come il pensiero-azione di Dio sia totalmente altro… da quello miseramente umano, e quantopiù tento di indagarne per capirne le ragioni, tantopiù la mente si offusca.
    Non mi resta che la riflessione adorante, contemplando nel silenzio un mistero che supera ogni ragionamento umano!

  37. ​O MERAVIGLIOSO SCAMBIO!
    Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo

    Il Verbo stesso di Dio, colui che è prima del tempo, l’invisibile, l’incomprensibile, colui che è al di fuori della materia, il Principio che ha origine dal Principio, la Luce che nasce dalla Luce, la fonte della vita e della immortalità, l’espressione dell’archetipo divino, il sigillo che non conosce mutamenti, l’immagine invariata e autentica di Dio, colui che è termine del Padre e sua Parola viene in aiuto alla sua propria immagine e si fa uomo per amore dell’uomo. Assume un corpo per salvare il corpo, e per amore della mia anima accetta di unirsi ad un’anima dotata di umana intelligenza. Così purifica colui al quale si è fatto simile. Ecco perché è divenuto uomo in tutto come noi, tranne che nel peccato. Fu concepito dalla Vergine, già santificata dallo Spirito Santo nell’anima e nel corpo per l’onore del suo Figlio e la gloria della verginità.
    Dio, in un certo senso, assumendo l’umanità, la completò, quando riunì nella sua persona due realtà distanti fra loro, cioè la natura umana e la natura divina. Questa conferì la divinità e quella la ricevette.
    Colui che dà ad altri la ricchezza si fa povero. Chiede in elemosina la mia natura umana perché io diventi ricco della sua natura divina. E colui che è la totalità si spoglia di sé fino all’annullamento. Si priva, infatti, anche se per breve tempo, della sua gloria, perché io partecipi della sua pienezza.
    Oh sovrabbondante ricchezza della divina bontà!
    Ma che cosa significa per noi questo grande mistero? Ecco: io ho ricevuto l’immagine di Dio, ma non l’ho saputa conservare intatta. Allora egli assume la mia condizione umana per salvare me, fatto a sua immagine, e per dare a me, mortale, la sua immortalità.
    Era certo conveniente che la natura umana fosse santificata mediante la natura umana assunta da Dio. Così egli con la sua forza vinse la potenza demoniaca, ci ridonò la libertà e ci ricondusse alla casa paterna per la mediazione del Figlio suo. Fu Cristo che ci meritò tutti questi beni e tutto operò per la gloria del Padre.
    Il buon Pastore, che ha dato la sua vita per le sue pecore, cerca la pecora smarrita sui monti e sui colli sui quali si offrivano sacrifici agli idoli. Trovatala, se la pone su quelle medesime spalle che avrebbero portato il legno della croce e la riporta alla vita dell’eternità.
    Dopo la prima incerta luce del Precursore, viene la Luce stessa, che è tutto fulgore. Dopo la voce viene la Parola, dopo l’amico dello Sposo viene lo Sposo stesso.
    Il Signore viene dopo colui che gli preparò un popolo scelto e predispose gli uomini alla effusione dello Spirito Santo mediante la purificazione nell’acqua.
    Dio si fece uomo e morì perché noi ricevessimo la vita. Così siamo risuscitati con lui perché con lui siamo morti, siamo stati glorificati perché con lui siamo risuscitati.

  38. Il tuo “racconto… splendido modo in tempo d’Avvento x suscitare nella gente il desiderio delle VERE riflessioni…questo racconto una splendida SINTESI DENSA di una INTERA VITA! “Tenero ricordo d’infanzia… PARABOLA di TUTTA LA VITA”, un dono di Dio: la vita stessa, la fede in Gesù, la CONSACRAZIONE a Lui, il COSTANTE… “tentativo di conoscere” e “far conoscere” qualcosa del GRANDE MISTERO INCARNAZIONE…

  39. …SIAMO REDUCI DI RINUNCIE MAI DIGERITE ABBASTANZA. LE OFFRIAMO OGNI GIORNO INSIEME AL PANE DA CONSACRARE , SOLO LUI E’ CAPACE DI FRANTUMARLE E FARLE DIVENTARE PANE. SONO FELICE PERCHE’ RITENGO , COME DICE S. PAOLO, CHE LE SOFFERENZE PRESENTI NON SONO PARAGONABILI ALLA GLORIA FUTURA. DIO PADRE NON CI PUO’ INGANNARE. GRAZIE PER AVERCI RACCONTATA LA TUA STORIA… Come era diversa la nostra vita, quando ci si accontentava di poco ed eravamo contenti e felici. Ognuno di noi ha una storia alle spalle, specialmente chi è nato in quegli anni…. ti sei imbarcato in quel ” COSTANTE TENTATIVO DI CONOSCERE E FAR CONOSCERE QUALCOSA DEL GRANDE MISTERO DELL’INCARNAZIONE” CONTINUA A SPARGERE IL SEME DELLA PAROLA FINCHE’ DIO TI DA’ LE FORZE…

  40. …carissimo Don Vincenzo, non dirmi che quel ragazzino eri tu! e, quando alla fine, gusteremo la nostra arancia…allora vorrà dire che …ce l’avremo fatta a dire ‘Grazie’!… ragazzino con la arancia in mano.Adesso l’hai data anche a noi, e noi speriamo di poter un giorno , arrivare a dire Grazie!

  41. La comunità delle Suore della Sacra Famiglia “Istituto Zavarise” ringrazia dell’augurio di un buon cammino d’Avvento che ricambia di cuore. Grazie anche per il messaggio del bambino felice perchè ha riconosciuto la novità del dono. Tutto è dono basta saperlo apprezzare e riconoscere. GESU’ DONO DI DIO PER NOI. BUONE FESTE . La comunità dello Zavarise

  42. Gianni Minà ha seguito per 4 giorni il Papa nella sua visita con una troupe cubana. «Ho avuto questo privilegio, il fascino della persona è incredibile – ci spiega –. Volevo capire da dove nascesse la capacità di fare finalmente dialogare due paesi come Stati Uniti e Cuba. Il ruolo di un papa sudamericano è stato fondamentale, un Papa che tuona contro la miseria e la guerra». Per il giornalista è stato commovente il momento dell’incontro fra l’energico Bergoglio vestito di bianco e il fragile Fidel in tuta blu. «Franceso è andato a trovare privatamente Fidel, con grande semplicità, accompagnato solo da un monsignore – aggiunge Minà –. Due uomini anziani e forti, uniti dal desiderio di ridare una vita migliore e dignità a Cuba. Non dimenticherò mai, dopo un’ora di colloquio dove avevano parlato anche della formazione di Castro dai gesuiti, quando salutandolo il Papa ha preso la mano di Fidel e gli ha detto: “Ehi, prima o poi regalamelo un Padre Nostro”. E Castro gli ha risposto: “Lo farò”».

  43. Cosa sottolineo di “questi… pensieri”?
    C’è da rimanere a bocca aperta SENZA FIATO…dentro a questo mistero INSONDABILE di DIO che si fa “CARNE” e “cerca casa”!Ciascuno di “questi enormi pensieri” merita CONTEMPLAZIONE DENSA di SILENZIO ORANTE.

  44. Cercare
    (Romano Battaglia)
    Bisogna cercare senza stancarci. Bisogna camminare lungo le vie della vita con la tenerezza di un bambino e la forza di un gigante. Bisogna soffermarci ad ammirare il cielo della sera e ascoltare i sospiri del vento che passa leggero tra i rami dei pini. Bisogna cercare perché anche la voce del mare può avere un suono diverso per dire qualcosa. Bisogna cercare perché in ogni palpito lieve del mondo si può trovare l’infinito.

  45. Ci sono CIME che raggiungiamo ..anche quando sono le cime del dubbio , della fatica , della sera , della solitudine , della vita….ma
    SEMPRE CIME RESTANO , e come tali le possiamo vivere : con uno sguardo verso l’alto , l’immenso , e non con il giocare con il nostro piede sul bordo ..possiamo viverle con un paio di ali sulle spalle e non con un paio di scarpe dalla suola scivolosa

    Sì , ” UNA CIMA RAGGIUNTA E’ IL BORDO DI CONFINE TRA IL FINITO E L’IMMENSO  ” ( Erri de Luca )

    Donaci , Signore , uno sguardo perseverante verso TE  , uno sguardo che va oltre il ” finito ” .
    Donaci uno sguardo di Avvento , di attesa ..e quando le nostre “gambe si raffredderanno per sempre e diventeranno polvere nel grembo della terra ” , ci ritroveremo sulle TUE ginocchia ..sulle ginocchia di DIO !!!
    Aiutaci ad avere uno sguardo di cielo e non di “mondo ” , perché a volte è così difficile ..ma sempre è così ricco di Profonda PACE..

  46. LEGGO UN TRATTO DALLE CATECHESI DI S. CIRILLO, CIO’ CHE MI COLPISCE, MI COMMUOVE. Le due venute di GESU’.
    Nella prima,”ACCETTA LA CROCE SENZA RIFIUTARE IL DISONORE” … NELL’ALTRA ” AVANZERA’ SCORTATO DALLE SCHIERE DEGLI ANGELI E SARA’ PIENO DI GLORIA”. La mente umana per quanto possa sforzarsi , non riuscira’ mai ad immaginare quanto sia meraviglioso QUESTO INCONTRO!!!

    SIGNORE, AIUTAMI AD ESSERE PRONTA, CON LE MANI COLME,CON IL CUORE PURO,CON L’ANIMA LIBERATA DA OGNI
    SQUALLIDA MISERIA. ECCO CIO’ CHE TI CHIEDO, PER ME E PER TUTTE LE ANIME CHE TU HAI REDENTE.
    COSI’ SIA

  47. LE DUE VENUTE DI CRISTO
    Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme

    Noi annunziamo che Cristo verrà. Infatti non è unica la sua venuta, ma ve n`è una seconda, la quale sarà molto più gloriosa della precedente. La prima, infatti, ebbe il sigillo della sofferenza, l`altra porterà una corona di divina regalità. Si può affermare che quasi sempre nel nostro Signore Gesù Cristo ogni evento è duplice. Duplice è la generazione, una da Dio Padre, prima del tempo, e l`altra, la nascita umana, da una vergine nella pienezza dei tempi.
    Due sono anche le sue discese nella storia. Una prima volta è venuto in modo oscuro e silenzioso, come la pioggia sul vello. Una seconda volta verrà nel futuro in splendore e chiarezza davanti agli occhi di tutti.
    Nella sua prima venuta fu avvolto in fasce e posto in una stalla, nella seconda si vestirà di luce come di un manto. Nella prima accettò la croce senza rifiutare il disonore, nell`altra avanzerà scortato dalle schiere degli angeli e sarà pieno di gloria.
    Perciò non limitiamoci a meditare solo la prima venuta, ma viviamo in attesa della seconda. E poiché nella prima abbiamo acclamato: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (MT 21, 9), la stessa lode proclameremo nella seconda. Così andando incontro al Signore insieme agli angeli e adorandolo canteremo: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (MT 21, 9).
    Il Salvatore verrà non per essere di nuovo giudicato, ma per farsi giudice di coloro che lo condannarono. Egli, che tacque quando subiva la condanna, ricorderà il loro operato a quei malvagi, che gli fecero subire il tormento della croce, e dirà a ciascuno di essi: Tu hai agito così, io non ho aperto bocca (cfr. Sal 38, 10).
    Allora in un disegno di amore misericordioso venne per istruire gli uomini con dolce fermezza, ma alla fine tutti, lo vogliano o no, dovranno sottomettersi per forza al suo dominio regale.

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