NOI, GIOVANI DEL MEDITERRANEO.

 ECCO LA NOSTRA AGENDA DI PACE E FRATERNITÀ             Giacomo Gambassi mercoledì 4 ottobre 2023

PARLANO I RAGAZZI dei 19 Paesi, protagonisti del Consiglio dei GIOVANI DEL MEDITERRANEO…Dalle ferite delle guerre all’incontro fra le fedi

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  • IL MEDITERRANEO VISTO con gli occhi di una ragazza siriana è sinonimo di «pericoli che i suoi abitanti hanno vissuto e vivono». «Siamo provati da un lungo periodo di conflitto che ti fa dire che il mondo è pieno di male. Non è facile attraversare momenti bui quando si viene lasciati soli e senza sostegno. Ma sappiamo anche che nessuno può toglierci la speranza», spiegaCarla Ghoulam. Ha 25 anni e vive ad Aleppo… Si è appena laureata in medicina.

  • QUANDO RACCONTA IL SUO SOGNO per il grande mare sul quale si affacciano 3 CONTINENTI, lo immagina nel segno «della pace che abbracci l’intera regione», confida. Non è un’utopia. Perché sa di non essere sola. Al suo fianco ha almeno 40 COETANEI di 19 Stati legati al bacino che formano il CONSIGLIO DEI GIOVANI DEL MEDITERRANEO. «Una scelta coraggiosa quella di riunire noi ragazzi cattolici di tutta l’area per iniziare  a gettare semi di riconciliazione». Carla è uno degli “ambasciatoridi fraternità che animano la consulta voluta dalla Cei come eredità dell’Incontro dei vescovi del Mediterraneo a Firenze nel febbraio 2022.

  • UNA SORTA DI PICCOLO SINODO, tutto laico e under 35, che dallo scorso luglio unisce le sponde. In estate, si è insediato l’organismo con sede nel capoluogo toscano dove i giovani sono stati accolti dalle realtà fiorentine che si richiamano al sindaco “santo” GIORGIO LA PIRA

  • «IL NOSTRO LAVORO trae forza dal suo pensiero, dal suo legare la Bibbia alla realtà del tempo», affermail libanese Fakhoury, 24 anni e laurea in cinematografia. Esperto di media, porta un Paese ritenuto un esempio di riconoscimento reciproco. Siamo i giovani della pace».

  • I “TESTIMONI DI UN MEDITERRANEO NUOVO tornano a incontrarsi il 4 ottobre. Stavolta online. In una seduta che collegherà Europa, Asia E Nord Africa. «Siamo chiamati a tradurre il vangelo in azione civile», sottolinea  PILAR 25 ANNI, che rappresenta la Spagna

  • ALL’ORDINE DEL GIORNO si intrecciano iniziative sull’educazione, la vita di fede. Con un punto fermo: LA CONCRETEZZA. «Fra noi c’è chi si dedica ai migranti che arrivano via mare in condizioni terribili, come Martina ; chi guarda al campo della politica; chi a percorsi di volontariato dall’ambito ecclesiale a quello sociale.

  • IL TUTTO SORRETTO DALLA PREGHIERA la leva su cui poggiare i nostri desideri». IL CAMBIAMENTO richiede tempo e fiducia nella Provvidenza. Ma occorre partire dai piccoli passi che possiamo compiere dove viviamo, mostrando che la convivenza pacifica è possibile».

  • FRATELLI TUTTI” È L’invito del Papa: «Francesco ci chiede di essere Buoni Samaritani...La risposta alla rabbia e al risentimento che taluni alimentano è la cura del prossimo. TOCCA A NOI GIOVANI abbattere i muri del pregiudizio, le barriere storiche e culturali, gli interessi meschini».

  • E LA VIA È QUELLA DELL’INCONTRO. «Vogliamo tessere relazioni che non vedano nel vicino un estraneo». Vale anche nei confronti di chi professa una religione diversa. «La Siria è un Paese islamico. Dopo la guerra le relazioni fra cristiani e musulmani sono migliorate. La convivialità è necessaria, e attuabile. Basta IMPARARE AD AAPRIRSI ALL’ALTRO . E ACCOGLIERLO.

  • CARI , MERAVIGLIOSI GIOVANI!!!… E noi siamo disposti a  vivere quest’ultima riga?  dv 3338890862   sito www.donvincenzoalesiani.it ………………………………………………………………………………………….

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