PROPOSTE FORMATIVE DI “VILLA S. BIAGIO” – NOVEMBRE 2015

 FOGLIE

  • MESE DI NOVEMBRE… Atmosfere autunnali. Foglie che cadono…Visita ai nostri defunti al cimitero. Tutto concorre a darci un’intima sensazione di fragilità: “SI STA-COME D’AUTUNNO-SUGLI ALBERI-LE FOGLIE” (Ungaretti)  Efficace invito a riflettere…e a rifondare la nostra speranza sulla Misericordia di Dio…“ PIU’ GRANDE DEL NOSTRO CUORE” (1Gv.3,20)

 

    PROPOSTE DI VILLA S. BIAGIO – NOVEMBRE 2015

  • DOMENICA 8: Ritiro Religiose e consacrate laiche: “Tutto è vanita’… Proprio tutto? QOELET
  • LUNEDÌ 9 – SABATO 14:  ESERCIZI SPIRITUALIPregare i Salmi con Cristo e la Chiesa
  • SABATO 14:  SCUOLA DI PREGHIERA  (16 – 17.30) Dio è Amore… Anno santo con S. Giovanni (1 Gv) in via 4 Novembre 47 – Fano  
  •  DOMENICA 15: RITIRO APERTO A TUTTI (ore 9 – 17
  •  SABATO 21: SCUOLA DI PREGHIERA  (16 – 17.30) Ho visto il Signore                        I Santi, testimoni di misericordia 
  •  DOMENICA 22: ritiro spirituale famiglie ACSenigallia 
  •  DOMENICA 29: (15.30-18) Oggi devo  fermarmi  a  casa tua – Laboratori su temi di spiritualità familiare 

 

28 – 29 NOVEMBRE 2015

CAMMINI

CANTA E…CAMMINA

…una grande pagina di S. Agostino

  • Cantiamo qui l’alleluia, mentre siamo ancora privi di sicurezza, per poterlo cantare un giorno lassù, ormai sicuri. Anche quaggiù tra i pericoli e le tentazioni, si canti l’alleluia.  «Dio infatti è fedele; e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze» (1Cor 10,13). Perciò anche quaggiù cantiamo l’alleluia. L’uomo è ancora colpevole, ma Dio è fedele.
  • Ma quando questo corpo sarà diventato immortale e incorruttibile, allora cesserà anche ogni tentazione…Ora infatti il nostro corpo è nella condizione terrestre, mentre allora sarà in quella celeste.
  • O FELICE QUELL’ALLELUIA CANTATO LASSÙ! Alleluia di sicurezza e di pace! Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio. Certo risuonano anche ora qui. Qui però nell’ansia, lassù nella tranquillità. Qui cantiamo da morituri, lassù da immortali.  Qui nella speranza, lassù nella realtà. Qui da esuli e pellegrini, lassù nella patria. Cantiamo pure ora,  per sollevarci dalla fatica. Cantiamo da viandanti.

CANTA, MA CAMMINA.

Canta per alleviare le asprezze della marcia, 

ma cantando non indulgere alla pigrizia.

CANTA E CAMMINA.

Che significa camminare?

Andare avanti nel bene, progredire nella santità.

 devi camminare nel bene, devi avanzare nella retta fede,

devi progredire nella santità.

CANTA E CAMMINA.

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25 NOVEMBRE 2015

L’ANIMA  SENZA CRISTO…

casa_abbandonata 

COME CASA DISABITATA?!

Dalle «Omelie» attribuite a san Macario, vescovo

  •  Una casa, non più abitata dal padrone, rimane chiusa e oscura, cadendo in abbandono; di conseguenza si riempie di polvere e di sporcizia. Nella stessa condizione è l’anima che rimane priva del suo Signore. Prima tutta luminosa della sua presenza e del giubilo degli angeli, poi si immerge nelle tenebre del peccato, di sentimenti iniqui e di ogni cattiveria.
  •    Povera quella strada che non è percorsa da alcuno e non è rallegrata da alcuna voce d’uomo! Essa finisce per essere il ritrovo preferito di ogni genere di bestie. Povera quell’anima in cu non cammina il Signore, che con la sua voce ne allontani le bestie spirituali della malvagità!
  • Guai alla terra priva del contadino che la lavori! Guai alla nave senza timoniere! Sbattuta dai marosi e travolta dalla tempesta, andrà in rovina.
  • Guai all’anima mare in tempestache non ha in sè il vero timoniere, Cristo! Avvolta dalle tenebre di un mare agitato e sbattuta dalle onde degli affetti malsani, sconquassata dagli spiriti maligni come da un uragano invernale, andrà miseramente in rovina. 
  •    Guai all’anima priva di Cristo, l’unico che possa coltivarla diligentemente perchè produca i buoni frutti dello Spirito! Infatti, una volta abbandonata, sarà tutta invasa da spine e rovi e, invece di produrre frutti, finirà nel fuoco. Guai a quell’anima che non avrà Cristo in sè! Lasciata sola, comincerà ad essere terreno fertile di inclinazioni malsane e finirà per diventare una sentina di vizi.
  •    Il contadino, quando si accinge a lavorare la terra, sceglie gli strumenti più adatti e veste anche l’abito più acconcio al genere di lavoro. Così Cristo, re dei cieli e vero agricoltore, venendo verso l’umanità, devastata dal peccato, prese un corpo umano, e, portando la croce come strumento di lavoro, dissodò l’anima arida e incolta, ne strappò via le spine e i rovi degli spiriti malvagi, divelse il loglio del male e gettò al fuoco tutta la paglia dei peccati.
  • La lavorò così col legno della croce  piantò in lei il giardino amenissimo dello Spirito. Esso produce ogni genere di frutti soavi e squisiti per Dio, che ne è il padrone. 

 

FESTA DI GESU CRISTO RE DELL’UNIVERSO

 

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TU LO DICI: IO SONO RE –  Gv18.33-37

  • In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
  • Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». 
  • Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

VENGA IL TUO REGNO:

preghiera12

«La preghiera» di Origène

  1.  Il regno di Dio, secondo la parola del nostro Signore e Salvatore, non viene in modo da attirare l’attenzione …poichè assai vicina è la sua parola sulla nostra bocca e nel nostro cuore (Cfr. Rm 10, 8). Perciò, senza dubbio, colui che prega che venga il regno di Dio, prega in realtà che si sviluppa, produca i suoi frutti e giunga al suo compimento quel regno di Dio che egli ha in sé. DIO REGNA NELL’ANIMA DEI SANTI ed essi obbediscono alle leggi spirituali di Dio che in essi abita. NELL’ANIMA DEI GIUSTI È PRESENTE IL PADRE E CON IL PADRE ANCHE CRISTO, SECONDO QUELL’AFFERMAZIONE:  «VERREMO A LUI E PRENDEREMO DIMORA PRESSO DI LUI» (Gv 14, 23).
  2. Perciò preghiamo senza stancarci. Facciamolo con una disposizione interiore sublimata e come divinizzata dalla presenza del Verbo. Diciamo al nostro Padre che è in cielo: «SIA SANTIFICATO IL TUO NOME; VENGA IL TUO REGNO» (Mt 6, 9-10). Ricordiamo che il regno di Dio non può accordarsi con il regno del peccato   Se vogliamo quindi che Dio regni in noi, in nessun modo «regni il peccato nel nostro corpo mortale» (Rm 6, 12). Mortifichiamo le nostre membra che appartengono alla terra (cfr. Col 3, 5).
  3. FACCIAMO FRUTTI NELLO SPIRITO, PERCHÈ DIO POSSA DIMORARE IN NOI COME IN UN PARADISO SPIRITUALE. Regni in noi solo Dio Padre col suo Cristo. Tutto ciò può avvenire in ognuno di noi. FIN D’ORA PERCIÒ IL NOSTRO «CORPO CORRUTTIBILE» SI RIVESTA DI SANTITÀ E DI INCORRUTTIBILITÀ; E CIÒ CHE È MORTALE CACCI VIA LA MORTE, SI RICOPRA DELL’IMMORTALITÀ DEL PADRE (CFR. 1 COR 15, 54). COSÌ REGNANDO DIO IN NOI, POSSIAMO GIÀ GODERE DEI BENI DELLA RIGENERAZIONE E DELLA RISURREZIONE. 

 

MARIA RU

 Santa è Maria, ma è migliore la Chiesa.

Perchè?

«DISCORSI» DI SANT’AGOSTINO

  •  Fate attenzione, vi prego, a quello che disse il Signore Gesù Cristo, stendendo la mano verso i suoi discepoli: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perchè chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12, 49-50).
  • Forse che non ha fatto la volontà del Padre la Vergine Maria, la quale credette in virtù della fede, concepì in virtù della fede, fu scelta come colei dalla quale doveva nascere la nostra salvezza tra gli uomini, fu creata da Cristo, prima che Cristo in lei fosse creato?
  • Ha fatto, sì certamente ha fatto la volontà del Padre Maria santissima e perciò conta di più per Maria essere stata discepola di Cristo, che essere stata madre di Cristo. Lo ripetiamo: fu per lei maggiore dignità e maggiore felicità essere stata discepola di Cristo che essere stata madre di Cristo.
  • Perciò Maria era beata, perchè, anche prima di dare alla luce il Maestro, lo portò nel suo grembo. Osserva se non è vero ciò che dico. Mentre il Signore passava, seguito dalle folle, e compiva i suoi divini miracoli, una donna esclamò: «Beato il grembo che ti ha portato!» (Lc 11, 27). Felice il grembo che ti ha portato! E perchè la felicità non fosse cercata nella carne, che cosa rispose il Signore? «Beati puittosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la ossevano» (Lc 11, 28).
  • Anche Maria proprio per questo è beata, perchè ha ascoltato la parola di Dio e l’ha osservata. Ha custodito infatti più la verità nella sua mente, che la carne nel suo grembo. Cristo è verità, Cristo è carne; Cristo è verità nella mente di Maria, Cristo è carne nel grembo di Maria. Conta di più ciò che è nella mente, di ciò che è portato nel grembo.    
  • Santa è Maria, beata è Maria, ma è migliore la Chiesa che la Vergine Maria. Perchè? Perchè Maria è una parte della Chiesa: un membro santo, un membor eccellente, un membro che tutti sorpassa in dignità, ma tuttavia è sempre un membro rispetto all’intero corpo. Il Signore è capo, e il Cristo totale è capo e corpo.
  • Che dire? Abbiamo un capo divino, abbiamo per capo Dio.  Perciò, o carissimi, badate bene: anche voi siete membra di Cristo, anche voi siete corpo di Cristo. Osservate in che modo lo siete, perchè egli dice: «Ecco mia madre, ed ecco i miei fratelli» (Mt 12, 49). Come potrete essere madre di Cristo? Chiunque ascolta e chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre (cfr. Mt 12, 50).  
  •  Quandi dico fratelli, quando dico sorelle, è chiaro che intendo parlare di una sola e medesima verità. Perciò anche nella sua misericordia, Cristo, essendo unico, non volle essere solo, ma fece in modo che fossimo eredi del Padre e suoi coeredi nella medesima sua eredità.

15 NOVEMBRE – DOMENICA 33.ma

giudizio universale

O Dio, che vegli sulle sorti del tuo popolo,  accresci in noi

la fede che quanti dormono nella polvere si risveglieranno;

donaci il tuo Spirito, perché operosi nella carità

attendiamo ogni giorno la manifestazione gloriosa del tuo Figlio,

che verrà per riunire tutti gli eletti nel suo regno.

Vangelo  Mc 13,24-32

  • In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. 
  • Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. 
  • Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. n verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga.
  • Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

CHE COSA DEVE FARE IL CRISTIANO? (S. Agostino)

  • Servirsi del mondo, non farsi schiavo del mondo. Che significa ciò? Vuol dire avere, ma come se non avesse. Così dice, infatti, l’Apostolo: «Del resto, o fratelli, il tempo ormai si è fatto breve: d’ora innanzi quelli che piangono, vivano come se non piangessero; e quelli che godono, come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero, perché passa la scena di questo mondo. (1 Cor 7, 29-32). 
  •  Chi è senza preoccupazione, aspetta tranquillo l’arrivo del suo Signore. Fratelli, non ci vergogniamo? Lo amiamo e temiamo che egli venga! Ma lo amiamo davvero o amiamo di più i nostri peccati?   Lo vogliamo o no, egli verrà. Verrà, e quando non lo aspetti.     «Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti» (Sal 95, 13). Qual è questa giustizia e verità?
  • Unirà a sé i suoi eletti …Che cosa vi è di più giusto, di più vero, che non si aspettino misericordia dal giudice coloro che non vollero usare misericordia, prima che venisse il giudice? Coloro invece che hanno voluto usare misericordia, saranno giudicati con misericordia. Si dirà infatti a coloro che stanno alla destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo» (Mt 25, 34).
  • E ascrive loro a merito le opere di misericordia: «Per ché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere» (Mt 25, 35-40)   A quelli che stanno alla sinistra, poi, che cosa sarà rinfacciato? Che non vollero fare opere di misericordia. E dove andranno?: «Nel fuoco eterno» (Mt 25, 41).   O forse perché tu sei bugiardo, la verità non dirà ciò che è vero?
  • Ma se vuoi incontrare il giudice misericordioso, sii anche tu misericordioso prima che egli giunga. Perdona se qualcuno ti ha offeso, elargisci il superfluo. E da chi proviene quello che doni, se non da lui? Se tu dessi del tuo sarebbe un’elemosina, ma poiché dai del suo, non è che una restituzione! «Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto?» (1 Cor 4, 7).
  • Queste sono le offerte più gradite a Dio: la misericordia, l’umiltà, la confessione, la pace, la carità. Sono queste le cose che dobbiamo portare con noi e allora attenderemo con sicurezza la venuta del giudice il quale «Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti» (Sal 95, 13).

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LUNEDI 9 – SABATO 14: ESERCIZI SPIRITUALI

“LAMPADA AI MIEI PASSI è LA TUA PAROLA”

(SL. 118)

Pregare i salmi: LAMPADA 2 Perché? Come?

Salmi di fiducia e ringraziamento

GESù 5

  • SALMO  63 – INTIMITÀ CON DIO  O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne,  come terra deserta, arida, senz’acqua. Così nel santuario ti ho cercato,   per contemplare  la tua potenza e la tua gloria.  
  • Poiché la tua grazia vale più della vita,  le mie labbra diranno la tua lode. Così ti benedirò finché io viva, nel tuo nome alzerò le mie mani. Mi sazierò come a lauto convito, e con voci di gioia ti loderà la mia bocca. Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo e penso a te nelle veglie notturne, a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
  • A te si stringe l’anima mia e la forza della tua destra mi sostiene.          

  IL SIGNORE E’ IL MIO PASTORE (Sl 22) Gesù-BUON-PASTORE1-208x300  Il Signore è il mio pastore, nulla manca ad ogni attesa: in verdissimi prati mi pasce, mi disseta a placide acque.    E’ il ristoro dell’anima mia in sentieri diritti mi guida per amore del santo suo nome dietro lui mi sento sicuro.  Pur se andassi per valle oscura non avrò da temere alcun male perché sempre mi sei vicino mi sostieni col tuo vincastro.   Bontà e grazia mi sono compagne quanto dura il mio cammino io starò nella casa di Dio lungo tutto il migrare dei giorni.

 

Salmo  67 – Preghiera  dopo il raccolto

Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto;  perché si conosca sulla terra la tua via,   fra tutte le genti la tua salvezza.    Ti lodino i popoli, Dio,  ti lodino i popoli tutti. Esultino le genti e si rallegrino,  perché giudichi i popoli   con giustizia,  governi le nazioni sulla terra.   Ti lodino i popoli, Dio,  ti lodino i popoli tutti. La terra ha dato il suo frutto.  Ci benedica Dio, il nostro Dio,  ci benedica Dio   e lo temano tutti i confini della terra.

III – SALMI DI SUPPLICA

Sono  un terzo del salterio (circa 50)  nelle suppliche in primo piano c’è l’UOMO  nella sua povertà: la sua solitudine (sl 37) la sua malattia (40) la constatazione della vita breve (89)- davanti al peso del suo peccato (50) e il suo desiderio di immortalità (15)

  •  Salmo  39  L’uomo è come un soffio Ho detto: “Veglierò sulla mia condotta  per non peccare con la mia lingua;  porrò un freno alla mia bocca mentre l’empio mi sta dinanzi”  Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene, la sua fortuna ha esasperato il mio dolore. 
  • Ardeva il cuore nel mio petto, al ripensarci è divampato il fuoco; allora ho parlato: “Rivelami, Signore, la mia fine;  quale sia la misura dei miei giorni  e saprò quanto è breve la mia vita”. Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni e la mia esistenza davanti a te è un nulla.
  • Solo un soffio è ogni uomo che vive, come ombra è l’uomo che passa; solo un soffio che si agita, accumula ricchezze e non sa chi le raccolga. Ora, che attendo, Signore?   In te la mia speranza.  Liberami da tutte le mie colpe.
  • Sto in silenzio, non apro bocca, perché sei tu che agisci. Allontana da me i tuoi colpi:  sono distrutto sotto il peso della tua mano.12  Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo, corrodi come tarlo i suoi tesori. Ogni uomo non è che un soffio. Ascolta la mia preghiera, Signore, porgi l’orecchio al mio grido, non essere sordo alle mie lacrime, poiché io sono un forestiero,  uno straniero come tutti i miei padri. 1Distogli il tuo sguardo, che io respiri,  prima che me ne vada e più non sia. 

 

  • SALMO 50: MISERERE  preghiera11 Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;  nella tua grande bontà cancella il mio peccato. 4  Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. 5  Riconosco la mia colpa,  il mio peccato mi sta sempre dinanzi. 6  Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;  perciò sei giusto quando parli,  retto nel tuo giudizio. 7  Ecco, nella colpa sono stato generato,  nel peccato mi ha concepito mia madre. 
  •   Ma tu vuoi la sincerità del cuore  e nell’intimo m’insegni la sapienza. 9  Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve. 10  Fammi sentire gioia e letizia, esulteranno le ossa che hai spezzato.  Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe .
  •   Crea in me, o Dio, un cuore puro,  rinnova in me uno spirito saldo. 13  Non respingermi dalla tua presenza  e non privarmi del tuo santo spirito. 
  • Rendimi la gioia di essere salvato,  sostieni in me un animo generoso.   Insegnerò agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno.  Signore, apri le mie labbra  e la mia bocca proclami la tua lode;18  poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti.     Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi. Nel tuo amore fa grazia a Sion, rialza le mura di Gerusalemme

 

 

 SALMO 103: GLI SPLENDORI DELLA CREAZIONE

ARCOBALENO

  •  1 Benedici il Signore, anima mia,  Signore, mio Dio, quanto sei grande! Rivestito di maestà e di splendore, 2  avvolto di luce come di un manto. Tu stendi il cielo come una tenda,  costruisci sulle acque la tua dimora,  fai delle nubi il tuo carro,  cammini sulle ali del vento;4  fai dei venti i tuoi messaggeri, delle fiamme guizzanti i tuoi ministri.  Hai fondato la terra sulle sue basi, mai potrà vacillare  L’oceano l’avvolgeva come un manto,  le acque coprivano le montagne. Alla tua minaccia sono fuggite,  al fragore del tuo tuono hanno tremato. Emergono i monti, scendono le valli  al luogo che hai loro assegnato. Hai posto un limite alle acque:  non lo passeranno,  non torneranno  a coprire la terra.                                
  • Fai scaturire le sorgenti ACQUA CASCATA nelle valli  e scorrono tra i monti; 12 Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo,   cantano tra le fronde. 13  Dalle tue alte dimore irrighi i monti,  con il frutto delle tue opere sazi la terra. 14  Fai crescere il fieno per gli armenti  e l’erba al servizio dell’uomo,  perché tragga alimento dalla terra:il vino che allieta il cuore dell’uomo; l’olio che fa brillare il suo volto  E il pane che sostiene il suo vigore.  Si saziano gli alberi del Signore, i cedri del Libano da lui piantati.17  Là gli uccelli fanno il loro nido e la cicogna sui cipressi ha la sua casa.       
  • Per segnare le stagioni hai fatto la luna  e il sole che conosce il suo tramonto.  Stendi le tenebre e viene la notte  e vagano tutte le bestie della foresta;21  ruggiscono i leoncelli in cerca di preda e chiedono a Dio il loro cibo.   
  • Sorge il sole, sole2si ritirano  e si accovacciano nelle tane.23  Allora l’uomo esce al suo lavoro, per la sua fatica fino a sera. 24  Quanto sono grandi, Signore,  le tue opere!  Tutto hai fatto con saggezza, la terra è piena delle tue creature.  
  • Ecco il mare spazioso e vasto:  lì guizzano senza numero animali piccoli e grandi. Tutti da te aspettano  che tu dia loro il cibo in tempo opportuno.  Tu lo provvedi, essi lo raccolgono,  tu apri la mano, si saziano di beni. Se nascondi il tuo volto, vengono meno,  togli loro il respiro, muoiono  e ritornano nella loro polvere.  Mandi il tuo spirito, sono creati,  e rinnovi la faccia della terra. La gloria del Signore sia per sempre;  
  • gioisca il Signore delle sue opere.  Egli guarda la terra e la fa sussultare, tocca i monti ed essi fumano. Voglio cantare al Signore finché ho vita,  cantare al mio Dio finché esisto. A lui sia gradito il mio canto; la mia gioia è nel Signore.  Scompaiano i peccatori dalla terra  e più non esistano gli empi.  Benedici il Signore, anima mia

   Salmo  65: DIO CUSTODISCE LA CREAZIONE   nubii

  • A te si deve lode, o Dio, in Sion;    Beato chi hai scelto e chiamato vicino, abiterà nei tuoi atrii. Ci sazieremo dei beni della tua casa, della santità del tuo tempio. Con i prodigi della tua giustizia,  tu ci rispondi, o Dio, nostra salvezza, speranza dei confini della terra e dei mari lontani.
  • Tu rendi saldi i monti con la tua forza, cinto di potenza.  Tu fai tacere il fragore del mare,  il fragore dei suoi flutti, tu plachi il tumulto dei popoli.  Gli abitanti degli estremi confini  stupiscono davanti ai tuoi prodigi: di gioia fai gridare la terra,  le soglie dell’oriente e dell’occidente.
  • Tu visiti la terra e la disseti:  la ricolmi delle sue ricchezze. Il fiume di Dio è gonfio di acque; tu fai crescere il frumento per gli uomini. Così prepari la terra:
  • Ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle, la bagni con le piogge  e benedici i suoi germogli. Coroni l’anno con i tuoi benefici, al tuo passaggio stilla l’abbondanza.  Stillano i pascoli del deserto e le colline si cingono di esultanza.  I prati si coprono di greggi, le valli si ammantano di grano;   tutto canta e grida di gioia.  

luna

  • FRATELLO SOLE E SORELLA LUNA1. Dolce sentire come nel mio cuore, ora umilmente sta nascendo Amore dolce capire che non son più solo, ma che son parte di un’immensa vita che generosa risplende intorno a me, dono di Lui, del suo immenso amor.
  • 2. Ci ha dato i cieli e le chiare stelle, Fratello Sole e Sorella Luna,la madre terra, coi frutti, prati e fiori, il fuoco, il vento, l’aria e l’acqua pura, fonte di vita per le sue creature, dono di lui, del suo immenso amor, dono di lui, del suo immenso amor.

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  • DALLA BOLLA PER L’ANNO SANTO: 7. QUAL E’ IL RITORNELLO CHE DOVREMMO RIPETERCI?  “Eterna è la sua misericordia”: è il ritornello che viene riportato ad ogni versetto del Salmo 136. Non è un caso che il popolo di Israele abbia voluto inserire questo Salmo, il “Grande hallel” nelle feste liturgiche più importanti. Prima della Passione Gesù ha pregato con questo Salmo della misericordia. Lo attesta l’evangelista Matteo «dopo aver cantato l’inno» (26,30), Gesù con i discepoli uscirono verso il monte degli ulivi. Sapere che Gesù stesso ha pregato con questo Salmo, lo rende per noi cristiani ancora più importante e ci impegna ad assumerne il ritornello nella nostra quotidiana preghiera di lode: “Eterna è la sua misericordia”.
  •  I SALMI fanno emergere questa grandezza dell’agire divino: «Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia» (103,3-4).     Un altro Salmo attesta i segni concreti della misericordia: «Il Signore libera i prigionieri, il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto,   il Signore protegge i forestieri, egli sostiene l’orfano e la vedova» (146,7-9). Insomma, la misericordia di Dio non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio. È un amore “viscerale”. Proviene dall’intimo come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono.
  •  PERCHÉ I SALMI?  PREGARE COI SALMI S. Ambrogio: Cosa c’è più dolce di un salmo? …Davide dice splendidamente: «Lodate il Signore: è bello cantare al nostro Dio, dolce è lodarlo come a lui conviene» (Sal 146, 1). Davvero! Il salmo infatti è lode a Dio, inno del popolo, voce della Chiesa, suono di letizia. Mitiga l’ira, solleva dalla mestizia.   Il salmo canta il sorgere del giorno, il salmo ne fa risuonare il tramonto. Il santo profeta ci ha ricordato che egli salmeggiava per liberare la sua anima e per questo disse: «Ti canterò sulla cetra, o santo d’Israele. Cantando le tue lodi esulteranno le mie labbra e la  vita, che tu hai riscattato» (Sal 70, 22-23).
  •  QUALE CONSAPEVOLEZZA? Fozio patriarca di Costantinopoli: “Sì, le parole dei salmi le conoscono tutti e le cantano continuamente durante la loro vita. Ma è il senso delle parole che essi non sanno. Ma come? Cantare i salmi tutti i giorni e non darsi pena una sola volta di penetrare il significato di quello che si canta: è questa una grande negligenza. Recitare i salmi costantemente dalla giovinezza sino al declino e non conoscere che la materialità delle parole senza nulla sapere del senso è come sedersi di fianco a un tesoro nascosto o portare con sé un pacco sigillato”
  • Rahner: “Come vuoi che Dio ti ascolti se nemmeno tu ascolti quello che dici quando preghi

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” Il silenzio schiude le sorgenti dell’anima,

 il silenzio fa lavorare in noi il nostro spirito, più  che anni  di lettura    

 Il silenzio lavora. Bisogna, farlo lavorare. ”                                             

 (S. L. Orione)

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LA FAMIGLIA – 8. I BAMBINI (I)

 

papa e bambini

«Una società senza bambini è triste e grigia»

  •  Papa Francesco: ha parlato di tutti e…ha dimenticato i bambini?   Dopo aver passato in rassegna le diverse figure della vita familiare – madre, padre, figli, fratelli, nonni –, vorrei concludere questo primo gruppo di catechesi sulla famiglia parlando dei bambini. Lo farò in due momenti: oggi mi soffermerò sul grande dono che sono i bambini per l’umanità  e prossimamente mi soffermerò su alcune ferite che purtroppo fanno male all’infanzia.
  • A chi sta pensando in particolare?  Mi vengono in mente i tanti bambini che ho incontrato durante il mio ultimo viaggio in Asia: pieni di vita, di entusiasmo, e, d’altra parte, vedo che nel mondo molti di loro vivono in condizioni non degne… In effetti, da come sono trattati i bambini si può giudicare la società… 
  •  Dio e i bambini…si capiscono?    Dio non ha difficoltà a farsi capire dai bambini, e i bambini non hanno problemi a capire Dio. Non per caso nel Vangelo ci sono alcune parole molto belle e forti di Gesù sui “piccoli”.  Ad esempio Gesù dice: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli» (Mt 11,25). E ancora: «Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli» (Mt 18,10). 
  • I bambini:  un problema o una ricchezza? Dunque, i bambini sono in sé stessi una ricchezza per l’umanità e anche per la Chiesa, perché ci richiamano costantemente alla condizione necessaria per entrare nel Regno di Dio: quella di non considerarci autosufficienti, ma bisognosi di aiuto, di amore, di perdono. E tutti, siamo bisognosi di aiuto, d’amore e di perdono! 
  • Ma quali doni sono i bambini per l’umanità?  Ne ricordo solo alcuni.

Portano il loro modo di vedere la realtà, con uno sguardo fiducioso e puro. Il bambino ha una spontanea fiducia nel papà e nella mamma; ha una spontanea fiducia in Dio, in Gesù, nella Madonna.

– Nello stesso tempo, il suo sguardo interiore è puro, non ancora inquinato dalla malizia, dalle doppiezze, dalle “incrostazioni” della vita che induriscono il cuore. Sappiamo che anche i bambini hanno il peccato originale, che hanno i loro egoismi, ma conservano una purezza, e una semplicità interiore.

– Ma i bambini non sono diplomatici: dicono quello che sentono, dicono quello che vedono, direttamente. E tante volte mettono in difficoltà i genitori, dicendo davanti alle altre persone: “Questo non mi piace perché è brutto”.

– Ma i bambini dicono quello che vedono, non sono persone doppie, non hanno ancora imparato quella scienza della doppiezza che noi adulti purtroppo abbiamo imparato.

I bambini inoltre – nella loro semplicità interiore – portano con sé la capacità di ricevere e dare tenerezza. Tenerezza è avere un cuore “di carne” e non “di pietra”, come dice la Bibbia (cfr Ez 36,26). La tenerezza è anche poesia: è “sentire” le cose e gli avvenimenti, non trattarli come meri oggetti, solo per usarli, perché servono…

– I bambini hanno la capacità di sorridereBAMBINIAFRIC e di piangere. Alcuni, quando li prendo per abbracciarli, sorridono; altri mi vedono vestito di bianco e credono che io sia il medico e che vengo a fargli il vaccino, e piangono … ma spontaneamente! I bambini sono così: sorridono e piangono, due cose che in noi grandi spesso “si bloccano”, non siamo più capaci Tante volte il nostro sorriso diventa un sorriso di cartone, una cosa senza vita, un sorriso che non è vivace, anche un sorriso artificiale, di pagliaccio. I bambini sorridono spontaneamente e piangono bimbo triste spontaneamente.  Dipende sempre dal cuore, e spesso il nostro cuore si blocca e perde questa capacità di sorridere, di piangere.

– I bambini possono insegnarci di nuovo a sorridere e a piangere. Ma, noi stessi,  dobbiamo domandarci: io sorrido spontaneamente, con freschezza, con amore o il mio sorriso è artificiale? Io ancora piango oppure ho perso la capacità di piangere? Due domande molto umane che ci insegnano i bambini. 

– e allora cosa dobbiamo concludere? … è meglio una società con queste preoccupazioni e questi problemi, che una società triste e grigia perché è rimasta senza bambini! E quando vediamo che il livello di nascita di una società arriva appena all’uno percento, possiamo dire che questa società è triste, è grigia perché è rimasta senza bambini.

COSA VOGLIONO I NOSTRI FIGLI?

famiglia3

 

Volevo latte… E ho ricevuto il biberon,

Volevo dei genitori …E ho ricevuto un giocattolo,

Volevo parlare …E ho ricevuto un televisore,

Volevo imparare…E ho ricevuto pagelle,

Volevo pensare …E ho ricevuto sapere,

Volevo una visione generale …E ho ricevuto un’ideuzza,

Volevo essere libero… E ho ricevuto la disciplina,

Volevo amore…E ho ricevuto la morale,

Volevo una professione…E ho ricevuto un posto,

Volevo felicità …E ho ricevuto denaro,

Volevo libertà… E ho ricevuto un’automobile,

Volevo un senso…E ho ricevuto una carriera,

Volevo speranza… E ho ricevuto paura,

Volevo cambiare… E ho ricevuto compassione,

Volevo vivere…

leggi tutto: – 08 LA FAMIGLIA 8. I BAMBINI I

 CIMITERO2

  • – QUANDO BUSSERÒ ALLA TUA PORTA, avrò fatto tanta strada,  avrò piedi stanchi e nudi,  avrò mani bianche e pure o mio Signore (2v)
  • – Quando busserò alla tua porta avrò frutti da portare,   avrò ceste di dolore,  avrò grappoli d’amore
  • – Quando busserò alla tua porta, avrò amato tanta gente,  avrò amici da ritrovare  e nemici per cui pregare, o mio Signore (2v)

 IO CREDO, RISORGERÒ,  QUESTO MIO CORPO VEDRÀ IL SALVATORE.

  1.  Prima che io nascessi, mio Dio, tu mi conosci, ricordati Signore,  che l’uomo è come l’erba come il fiore del campo.
  2.  Padre che mi hai formato a immagine del tuo volto conserva in me, Signore, il segno della tua gloria  che risplenda in eterno.
  3. Cristo mio Redentore, risorto nella luce, io spero in te Signore, hai vinto, mi hai liberato,  dalle tenebre eterne.
  4. Spirito della vita, che abiti nel mio cuore, rimani in me, Signore, rimani oltre la morte per i secoli eterni
  • DON  ORIONE DI FRONTE ALLA MORTE

1. Consapevolezza e abbandono    Tortona, il 1 marzo 1940 Grazie al Signore va meglio, ma non sarò più come prima. Fiat!  Certo è stato un avvertimento e un grande atto di divina misericordia, perché mi metta a posto su parecchie cose, e mi tenga preparato. Lo so che la mia vita è minata ma sono nelle mani del Signore. Confido nelle tue sante orazioni, sì che possa rimediare e fare ciò che Dio volesse ancora, e poi addormentarmi nel Signore, ai piedi e tra le braccia della santa Chiesa, nostra madre. Giovedì vado a Sanremo; nel desiderio di far piacere a tanti. Sac. G. Luigi Orione   Scr. 49,74

2. Riposare sul cuore di Dio   e tra le braccia della Chiesa     San Remo, 12 marzo 1940 (poche ore prima di morire…) Nobile Signora, sono qui da tre giorni e va meglio. Grazie delle preghiere per la mia salute. Ella voglia dare ascolto a questo povero Sacerdote, che Le scrive: confidi grandemente nella bontà del Signore… elevi ogni tanto il suo spirito a Dio, e dica a Lui: Signore voglio oggi e sempre riposare sul Tuo paterno cuore, e tra le braccia della Santa Chiesa Madre dei Santi e anche della mia fede e della mia anima. Il Signore ci vuole sereni! Che predicone, Signora Contessa, che predicone! Meno male che siamo in Quaresima! Valga per tutte le volte che non Le ho risposto.  Scr. 44,145

3. LUI, SI SFOGAVA CON maria-sangue-gesù1-202x300 LA MADONNA COSÌ: 

– A Te, mia cara Madonna. Sono tanti anni e in questo santo giorno,  venivo ai tuoi piedi col primo figlio della divina Provvidenza,   e tutti gli anni  venivamo qui ai tuoi piedi benedetti, o Vergine Benedetta. Quest’anno quel povero e caro figliolo  è morto    e sono qua solo. Sono solo, davanti a Te.  Ascoltami, o Tu che vedi e sai compatire il cuore che piange.  Il mio figliuolo è morto! Io vengo ancora a rinnovarti la consacrazione di me e la mia offerta,  ma sono solo.   O Maria, cara Madonna mia, ascoltami;   guarda le lacrime del mio povero cuore.   Vedi quest’anno non so più parlare:  perdonami, sono solo. Il mio povero  figliuolo è morto!  Io piango e mi consolo, pensando che tu sei tanto buona   e mi sai compatire.  Ma io so che sarà qui anche lui.   E’ da anni che questo giorno lo passavamo insieme;  eravamo in tre: Tu, cara Madonna, lui ed io.   Anche tu hai pianto tanto, anche tu, o cara Madonna. Lasciami piangere; sono solo.   Il mio povero  figliuolo è morto!”  Scr.61,205

  • SE MI AMI, NON PIANGERE

 Se conoscessi il mistero immenso del Cielo dove ora vivo, questi orizzonti senza fine, questa luce che tutto investe e penetra, non piangeresti se mi ami! Sono ormai assorbito nell’incanto di Dio nella sua sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono così piccole al confronto! Mi è rimasto l’amore di te, una tenerezza dilatata che tu neppure immagini. Vivo in una gioia purissima. Nelle angustie del tempo pensa a questa casa ove un giorno saremo riuniti oltre la morte, dissetati alla fonte inestinguibile della gioia e dell’amore infinito. Non piangere se veramente mi ami! G. Perico

DOMENICA 1 NOVEMBRE: FESTA DI TUTTI I SANTI

gesù5

 Dal Vangelo secondo Matteo (5,1ss) 

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte:
si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.
Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
 
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
beatitudini 3
Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
 
QUANDO PENSO AI SANTI Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
  •  Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri.
     Il primo desiderio, che la memoria dei santi suscita o stimola maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, alle schiere dei profeti, agli eserciti numerosi dei martiri, ai cori delle vergini, di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.
  • Ci attende la primitiva comunità dei cristiani, e noi ce ne disinteresseremo? I santi desiderano di averci con loro e noi ce ne mostreremo indifferenti? No, fratelli, destiamoci dalla nostra deplorevole apatia. Risorgiamo con Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, quelle gustiamo. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano 
  • Vi è un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla commemorazione dei santi, ed è quello che Cristo, nostra vita, si mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra apparizione nella gloria.
  •  Giungerà il momento della venuta di Cristo…   Allora Cristo apparirà come capo glorioso e con lui brilleranno le membra glorificate. Allora trasformerà il nostro corpo umiliato, rendendolo simile alla gloria del capo, che è lui stesso.    Nutriamo dunque liberamente la brama della gloria. Ne abbiamo ogni diritto. Ma perchè la speranza così incomparabile abbia a diventare realtà, ci è necessario il soccorso dei santi. Sollecitiamolo premurosamente.
  • Così, per loro intercessione, arriveremo là dove da soli non potremmo mai pensare di giungere.

Info: 0721.823.175

donalesiani@gmail.com   –   www.donvincenzoalesiani.it

20 comments

  1. Una bambina di otto anni, in un componimento per la scuola, ha descritto così la sua famiglia:

    “Nella mia casa ci sono due stanze, due lettini, una piccola finestra e un gatto bianco.
    Nella mia casa mangiamo solo la sera, quando il mio babbo torna a casa con il sacchetto pieno di pane e di pesce secco.
    Nella mia casa siamo tutti poveri, ma il mio babbo ha gli occhi celesti, la mia mamma ha gli occhi celesti, mio fratello ha gli occhi celesti e anche il gatto ha gli occhi celesti.
    Quando siamo tutti seduti a tavola, nella nostra casa sembra che ci sia il CIELO”.

  2. Ci sono pagine che , più di altre ci toccano il cuore , e sono specchio di nostri pezzi di vita . Sono ” chiave ” per capire e perseverare .

    Questa , dalle omelie attribuite a san Macario , è , per me , una di queste ed è così concreta e reale nel dirci che le nostre scelte hanno sempre delle conseguenze .

    Ha parole così forti e drammatiche : la rileggo anche stamattina , ed è ” bella ” !

    Mi fermo su questo grande ” PORTANDO LA CROCE COME STRUMENTO DI LAVORO “…..
    mi fermo sulla tristezza e serietà delle immagini di sito che accompagnano questa omelia .

    E poi prego su quella parola che apre e chiude questa pagina :” IL PADRONE ” perché credo che ,nel concreto e nelle scelte della nostra vita , questo sentirci ” SUOI ” ..questo ( a volte così difficile e lontano ..altre volte così ” nostro “.. ) sentire l’ APPARTENERE A LUI , faccia la differenza anche in termini di forza , coraggio , Pace .

  3. – INNO –
    Signore, Cristo Gesù, re dei re,
    che hai potere sulla vita e sulla morte,
    tu conosci gli intimi segreti
    e non ti sono ignoti né i miei pensieri
    né i miei sentimenti.

    SIGNORE,Cristo Gesù, re dei re,
    TU conosci l’estrema fragilità
    del mio cuore, della mia volontà,
    dà forza alla mia debolezza
    e sostienimi nei miei affanni.

    Signore,Cristo Gesù, re dei re,
    Tu che sei il mio sostegno
    dimentica i miei numerosi peccati
    e perdona tutti i miei tradimenti.

    Signore, Cristo Gesù, re dei re
    ti lodo e ti glorifico,
    nonostante la mia indegnità,
    perchè con me la tua misericordia
    non ha limite.
    Sei il mio aiuto e il mio protettore.
    Il tuo nome sia sempre lodato!
    A te, DIO nostro, la gloria!
    ( EFREM IL SIRO )

  4. ” DARSI PACE ”
    Fratello,se vuoi la pace,
    Datti pace. La pace
    E’ solo il tuo cuore
    sprigionato.

    Fratello, se vuoi l’amore,
    Diventalo. Tu sei l’amore.
    Tutto l’amore che cerchi.

    Non chiedere per la pace al mondo,
    E non pretendere l’amore da nessuno.

    La pace dalla tu,
    Falla
    Tutti i giorni, con le tue mani
    E dallo tu
    L’amore.
    Scroscia,dònati, irradia,
    Sii felice.

    E’ dandolo
    L’amore che lo ricevi
    in abbondanza
    (MARCO GUZZI)

  5. ” LA LIBERTA’ ESISTE AL DI LA’ DI QUEI RECINTI CHE CI COSTRUIAMO DA SOLI “.

    Sì , la LIBERTA’ e la PACE esistono al di là di quei recinti che questo mondo ( e noi con lui ) continua incessantemente a costruirci intorno…

    E anche quando ci teniamo lontani da quelle palizzate fatte di idoli vuoti , di sete di potere e di avere , SUCCEDE DI RITROVARCI INGABBIATI DAI MURI DELLE NOSTRE PAURE E Insicurezze , della nostra Impotenza e Fragilità , dei nostri Schemi , dei nostri Sbagli , di Noi Stessi

    Ma forse è anche e proprio in questi momenti che scopriamo che I RECINTI CROLLANO NELL’ATTIMO IN CUI LASCIAMO CHE GESU’ CI ACCAREZZI , ci prenda sulle sue spalle , nell’attimo i cui riconoscendolo PASTORE e RE ci affidiamo …nell’attimo in cui guardiamo al ” venga il tuo regno ” e alla nostra meta .

    Allora i recinti crollano .

    Allora , anche se solo per pochi minuti prima di ritrovarci di nuovo ingabbiati nei nostri muri , facciamo esperienza di quel riflesso di PARADISO che è LIBERTA’ e PACE , che è riconoscere in Gesù il PASTORE e RE della nostra vita .

  6. Da un racconto:

    “Un uomo era stato ricoverato in fin di vita per una grave malattia. Sapeva che non c’erano cure per lui e che la “fine” era vicina.
    Però… la moglie trascorreva ogni momento del giorno accanto a lui, e quando l’infermiera entrava nella camera scorgeva negli occhi del malato una intesa luce di felicità.
    Conoscendo la sua terribile situazione, gli domandò: “PERCHé sei così FELICE?!”
    “Perché mia moglie E’QUI”, rispose il malato.”

    Credo che non ci sia medicina più efficace, se non l’AMORE!

  7. Voglio esprimere a voi tutti”famiglia orionina” la mia vicinanza e le mie preghiere in suffragio dell’anima di don Domenico Repiccioli.
    Voglio ringraziare il Signore per avermi concesso di conoscerlo, è stato un onore e un esempio grande. In Carbonia; non solo nel nostro rione Rosmarino, cui appartiene la Parrocchia della”Beata Vergine Addolorata, tutti conoscevano don Domenico. Con affetto tanti lo ricordano. Incontrando lui, capivi cosa vuol dire essere orionino, intravedevi la figura luminosa di S. Luigi Orione dietro la sua affabilità, povertà, trasparenza di vita e di pensiero. Era un sacerdote tutto d’un pezzo, senza sotterfuggi o compromessi.Caro, carissimo don Domenico, il Signore e don Orione ti accolgano quale figlio fedele e ti ricompensino del bene fatto nella vita e nella nostra parrocchia.Con affetto Pino e Lilli

  8. INNO

    Sei TU, Signore
    a reggere il mondo
    con la potenza del TUO AMORE;
    sei TU a guidare
    i giorni e le notti,
    delle stagioni
    a dirigere il corso.

    DIO, TU sai
    il mistero del tempo
    di questa vita per tutti oscura;
    questo tremendo
    enigma del male,
    d’amore e morte,
    di festa e dolore!

    La LUCE vera che illumina l’uomo
    è solo il FIGLIO RISORTO e VIVENTE,
    l’AGNELLO assiso
    sul libro e sul trono:
    a LUI ONORE e POTENZA
    nei secoli.
    ( T.)

  9. Ricevo e condivido bella riflessione sulla speranza cristiana…

    SOLO ALLA MORTE NON C’È RIMEDIO…?!?
    Si dice : solo alla morte non c’è rimedio …Certo, non vi è rimedio umano che possa evitarla… Ma l’uomo nel suo intimo anche inconsapevolmente … forse vuole solo rinviarne il momento perché qualunque sposa vuol esser bella per il suo sposo nel giorno del matrimonio e pensa che il tempo per i preparativi non possa bastare …Ma poi ci riflette e sa che se proprio qualche dettaglio non dovesse andar bene, il Suo Amato è troppo innamorato per volerci far caso…solo alla morte non c’è rimedio … Oh! Se il nostro desiderio di Eterno che vive in noi si facesse così grande…. si facesse preghiera da poter valicare i monti umani dell’orgoglio e del possesso inizieremmo allora a sentirci vivi per sempre già da adesso, in un’attesa operosa in cui il riconciliarsi e camminare verso L’ALTARE DELLA MORTE AL FINITO E L’UNIONE SPONSALE CON L’ ETERNO ci farebbe dire : PERSINO ALLA MORTE C’È RIMEDIO ! Cesare Pavese scriveva: “VERRÀ LA MORTE E AVRÀ I TUOI OCCHI” Per il credente la morte non è un mostro ma ha gli occhi stessi di Dio !

  10. QUALCHE VOLTA CI FA BENE UN PO’ DI…

    ” IL SILENZIO”

    E’ NOTTE: PROFONDA,BUIA E ILLUNE
    SOLO IL LEGGERO TREMOLIO STELLARE
    TESTIMONIANZA PULSANTE E PALPITANTE
    DI LONTANISSIME ED INFINITE VITE
    LA CIRCONFONDE E L’ABBELLISCE.

    Avverti, impercettibilmente ma
    chiaramente scenderti una pace
    abissale, totale, assoluta che
    ti dischiude la porta della verità
    e dell’amore “il silenzio dell’io”.

    Tutte le passioni egoistiche
    svaniscono nel nulla
    per lasciar posto ai sentimenti
    più puri e santi del nostro
    cuore:”il silenzio dell’amore universale”.

    Taci, ascolta,è il tuo vero “IO” che ti parla:
    “ama tutto e tutti come e più di te stesso”:
    solo allora non ci saranno più ingiustizie
    guerre,lotte,incomprensioni, violenze di
    ogni genere e specie ed il mondo si specchierà
    in “TE”: “INNOCENTE E PURO COME IL
    SORRISO DI UN BAMBINO”.
    V.B.

  11. Una donna, preoccupata perché il suo matrimonio era in crisi, si recò a chiedere consiglio da un famoso maestro.
    Questi la ascoltò e poi le disse: “Devi imparare ad ASCOLTARE TUO MARITO!”.
    La donna prese a cuore questo consiglio e tornò dopo un mese per dire che aveva ASCOLTATO OGNI PAROLA CHE IL MARITO DICESSE.
    Il maestro le disse sorridendo: “Ora torna a casa e ASCOLTA OGNI PAROLA che NON DICE!”

  12. MARTINO POVERO E UMILE
    Dalle «Lettere» di Sulpicio Severo

    MARTINO previde molto tempo prima il giorno della sua morte. Avvertì quindi i fratelli che ben presto avrebbe cessato di vivere. Nel frattempo un caso di particolare gravità lo chiamò a visitare la diocesi di Candes. I chierici di quella chiesa non andavano d’accordo tra loro e Martino, ben sapendo che ben poco gli restava da vivere, desiderando di ristabilire la pace, non ricusò di mettersi in viaggio per una così nobile causa. PENSAVA INFATTI CHE SE FOSSE RIUSCITO A RIMETTERE L’ARMONIA IN QUELLA CHIESA AVREBBE DEGNAMENTE CORONATO LA SUA VITA TUTTA ORIENTATA SULLA VIA DEL BENE. Si trattenne quindi per qualche tempo in quel villaggio o chiesa dove si era recato finchè la pace non fu ristabilita. Ma quando già pensava di far ritorno al monastero, sentì improvvisamente che le forze del corpo lo abbandonavano. Chiamati perciò a sé i fratelli, li avvertì della morte ormai imminente. Tutti si rattristarono allora grandemente, e tra le lacrime, come se fosse uno solo a parlare, dicevano: «Perché, o padre, ci abbandoni? A chi ci lasci, desolati come siamo? Lupi rapaci assaliranno il tuo gregge e chi ci difenderà dai loro morsi, una volta colpito il pastore? SAPPIAMO BENE CHE TU DESIDERI DI ESSERE CON CRISTO; MA IL TUO PREMIO È AL SICURO. SE SARÀ RIMANDATO NON DIMINUIRÀ. MUOVITI PIUTTOSTO A COMPASSIONE DI COLORO CHE LASCI QUAGGIÙ». Commosso da queste lacrime, egli che, ricco dello spirito di Dio, si muoveva sempre facilmente a compassione, si associò al loro pianto e, rivolgendosi al Signore, così parlò dinanzi a quelli che piangevano: Signore, se sono ancora necessario al tuo popolo, non ricuso la fatica: sia fatta la tua volontà. O UOMO GRANDE OLTRE OGNI DIRE, INVITTO NELLA FATICA, INVINCIBILE DI FRONTE ALLA MORTE! EGLI NON FECE ALCUNA SCELTA PER SÉ. NON EBBE PAURA DI MORIRE E NON SI RIFIUTÒ DI VIVERE. Intanto sempre rivolto con gli occhi e con le mani al cielo, non rallentava l’intensità della sua preghiera. I sacerdoti che erano accorsi intorno a lui, lo pregavano di sollevare un poco il suo povero corpo mettendosi di fianco. Egli però rispose: LASCIATE, FRATELLI, LASCIATE CHE IO GUARDI IL CIELO, PIUTTOSTO CHE LA TERRA, PERCHÉ IL MIO SPIRITO, CHE STA PER SALIRE AL SIGNORE, SI TROVI GIÀ SUL RETTO CAMMINO. Detto questo si accorse che il diavolo gli stava vicino. Gli disse allora: Che fai qui, bestia sanguinaria? Non troverai nulla in me, sciagurato! Il seno di Abramo mi accoglie. Nel dire queste parole rese la sua anima a Dio.
    Martino sale felicemente verso Abramo. Martino povero e umile entra ricco in paradiso.

  13. I “SALMI”

    PREGARE I SALMI E’ SENTIRE UNA DOLCE MUSICA CHE
    ELEVA L’ANIMA, LA RAPISCE IN DIO.
    LA GRANDE RICCHEZZA DEI SALMI CI RIEMPIE IL CUORE DI
    INFINITO AMORE PER IL NOSTRO DIO FONTE DI MISERICORDIA E DI TENEREZZA.
    LA PREGHIERA DEI SALMI TRASFORMA LA NOSTRA VITA, CI FA DIVENTARE PIU’ UMANI, PIU’ INDULGENTI, PIU’ MISERICORDIOSI, PIU’ BUONI.
    CON LA PREGHIERA DEI SALMI SCOPRIAMO IL VERO VOLTO DI DIO CHE SI CHINA AMOREVOLMENTE SULL’UMANITA’ ASSETATA
    DI AMORE E DI MISERICORDIA.
    /////////////

  14. CHI È POVERO E CHI È RICCO?
    Un padre ricco, volendo che suo figlio sapesse che significa essere povero, gli fece passare una giornata con una famiglia di contadini
    Il bambino passò 3 giorni e 3 notti nei campi. Di ritorno in città, ancora in macchina, il padre gli chiese:…
    – Che mi dici della tua esperienza ? – Bene – rispose il bambino….
    Hai appreso qualcosa ? Insistette il padre
    1 – Che abbiamo un cane e loro ne hanno quattro.
    2 – Che abbiamo una piscina con acqua trattata, che arriva in fondo al giardino. Loro hanno un fiume, con acqua cristallina, pesci e altre belle cose.
    3- Che abbiamo la luce elettrica nel nostro giardino ma … loro hanno le stelle e la luna per illuminarli.
    4 – Che il nostro giardino arriva fino al muro. Il loro, fino all’orizzonte.
    5 – Che noi compriamo il nostro cibo; loro lo coltivano, lo raccolgono e lo cucinano.
    6 – Che noi ascoltiamo CD… Loro ascoltano una sinfonia continua di pappagalli, grilli e altri animali… tutto ciò, qualche volta accompagnato dal canto di un vicino che lavora la terra.
    7 – Che noi utilizziamo il microonde. Ciò che cucinano loro, ha il sapore del fuoco lento
    8 –Che noi per proteggerci viviamo circondati da recinti con allarme Loro vivono con le porte aperte, protetti dall’amicizia dei loro vicini.
    9 – Che noi viviamo collegati al cellulare, al computer, alla televisione. Loro sono collegati alla vita, al cielo, al sole, all’acqua, ai campi, agli animali, alle loro ombre e alle loro famiglie.
    Il padre rimane molto impressionato dai sentimenti del figlio.
    ALLA FINE IL FIGLIO CONCLUDE:
    – GRAZIE PER AVERMI INSEGNATO QUANTO SIAMO POVERI !
    OGNI GIORNO, DIVENTIAMO SEMPRE PIÙ POVERI PERCHÉ NON OSSERVIAMO PIÙ LA NATURA, CHE È L’OPERA GRANDIOSA DI DIO.

  15. UNA BELLA RIFLESSIONE DI S.Gregorio Nazianzeno (330-390)
    “Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto”

    Devi sapere da dove viene per te l’esistenza, il soffio vitale, l’intelligenza e ciò che c’è di più prezioso, la conoscenza di Dio, da cui viene la speranza del Regno dei cieli e quella di contemplare la gloria che oggi vedi in maniera oscura, come in uno specchio, ma che domani vedrai in tutta la sua purezza e il suo splendore (1Cor 13,12). Da dove viene che sei figlio di Dio, erede con Cristo (Rom 8,16-17) e, oserei dire, che sei tu stesso dio? Da dove viene e per mezzo di chi? O ANCORA, PER PARLARE DI COSE MENO IMPORTANTI, QUELLE CHE SI VEDONO: CHI TI HA DATO DI VEDERE LA BELLEZZA DEL CIELO, LA CORSA DEL SOLE, IL CICLO DELLA LUNA, LE STELLE INNUMEREVOLI E IN TUTTO CIÒ L’ARMONIA E L’ORDINE CHE LI GUIDANO?… CHI TI HA DATO LA PIOGGIA, L’AGRICOLTURA, IL CIBO, L’ARTE, LA LEGGE, LA CITTÀ, UNA VITA CIVILIZZATA, RELAZIONI FAMILIARI COI TUOI SIMILI?
    Non è forse Colui che, prima di ogni cosa e in cambio dei suoi doni, ti chiede di amare l’uomo?… Mentre lui, nostro Signore e nostro Dio, non ha vergogna di essere chiamato nostro Padre, noi dovremmo rinnegare i nostri fratelli? No, fratelli ed amici miei, non siamo amministratori disonesti dei beni che ci sono stati affidati.

  16. LA FAMIGLIA
    “La
    Famiglia
    è lo specchio
    in cui Dio si guarda
    e vede i due miracoli
    più belli che ha fatto:
    donare la vita
    e donare l’amore”.
    ……

  17. RACCONTO

    Un giorno un turista fece visita ad un famoso rabbino.
    Rimase stupito nel vedere che nella casa del rabbino gli unici mobili erano un tavolo e una panca.
    “Rabbi, dove sono i tuoi mobili?” chiese il turista.
    “E i tuoi dove sono?”, rispose il rabbino.
    “I miei? Ma io sono qui solo di passaggio”, replicò il turista.
    “ANCH’IO…”, disse il rabbino.

  18. cari amici
    Trovo una riflessione…positiva. Merce rara di questi tempi. Ve la propongo.

    ESSERE FELICI È…

    “Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande azienda al mondo.
    Solo tu puoi impedirle che vada in declino. In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.
    Essere felici è trovare forza Del perdono, speranza nelle battaglie, amore nei disaccordi. Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell’anonimato. Essere felici è riconoscere che vale la pena vivere la vita, nonostante tutte le sfide, incomprensioni e periodi di crisi. Essere felici non è una fatalità del destino, ma una conquista per coloro che sono in grado di viaggiare dentro il proprio essere. Essere felici è smettere di sentirsi vittima dei problemi e diventare attore della propria storia. È attraversare deserti fuori di sé, ma essere in grado di trovare un’oasi nei recessi della nostra anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici non è avere paura dei propri sentimenti. È saper parlare di sé. È aver coraggio per ascoltare un “No”. È sentirsi sicuri nel ricevere una critica, anche se ingiusta. È baciare i figli, coccolare i genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci feriscono. Essere felici è lasciar vivere la creatura che vive in noi, libera, gioiosa e semplice. È aver la maturità per poter dire: “Mi sono sbagliato”. È avere il coraggio di dire: “Perdonami”. È avere la sensibilità per esprimere: “Ho bisogno di te”.
    È avere la capacità di dire: “Ti amo”. Che nelle tue primavere sii amante della gioia. Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza. E che quando sbagli strada, inizi tutto daccapo. Poiché così sarai più appassionato per la vita. E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza. Utilizzare le perdite per affinare la pazienza. Utilizzare gli errori per scolpire la serenità. Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai…. Non rinunciare mai alle persone che ami. Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!”

  19. AL CENTRO CRISTO
    (Giuseppe Impastato S.I.)

    Quando scoprirò in pieno
    che mi ha modellato su di lui,
    cesserò di lottare
    per realizzare i miei progetti.
    MI ARRENDERÒ A CHI È MORTO PER ME
    E NON PATTEGGERÒ
    perché sta preparando
    la mia risurrezione
    e la vuole somigliante alla sua.
    Il mio ultimo viaggio intraprenderò
    in letizia
    E SENZA TIMORE APPRODERÒ
    PERCHÉ LÌ AD ATTENDERMI
    SO CHE C’È LUI!
    Da oggi, col suo fuoco
    cercherò di inondare di luce
    chi incontro.

  20. CARI AMICI, HO RICEVUTO QUESTA BELLA TESTIMONIANZA CHE VI COMUNICO …PUO’ FARCI BENE A TUTTI…SPECIALMENTE IN QUESTI GIORNI DI TUTTI I SANTI E NEL RICORDO DEI NOSTRI CARI DEFUNTI

    …In occasione della festa dei defunti, domani, volevo condividere con lei un episodio di intensa grazia che ho vissuto.Il Signore me ne ha dati tanti simili, ma forse adesso ero più “matura” per coglierlo appieno.
    Qualche settimana fa appena entrata di turno per la guardia della notte vado a visitare un paziente che sapevo essere terminale, qualche parola, un po’ di conforto e un antidolorifico. Dopo pochi minuti gli infermieri mi chiamano perché il paziente sta morendo, i familiari si allontanano dal letto angosciati e spaventati, noi ci affaccendiamo nel nostro meccanico via vai di cateteri, tubi e ossigeno, ma lui stava veramente esalando gli ultimi respiri ormai incosciente.
    Allora ho tolto tutto, flebo, ossigeno e l’ho solo semplicemente accarezzato fino all’ultimo.
    Ho capito che il Signore mi ha permesso di rimanere vicino a quell’uomo in un momento unico della sua vita.
    Ho capito che mi ha dato il privilegio di accarezzare con le mie mani Gesù morente sulla croce.
    Ho capito che i familiari sono fuggiti proprio come gli amici di Gesù perché non è facile stare ai piedi della Croce.
    Ho capito il turbamento che provò Gesù quando vide Lazzaro morto, perché dopo tanti anni la morte ha qualcosa che davvero ancora mi turba…Ho capito che il nostro corpo, senza vita, non è altro che un insieme di carne, ossa, secrezioni e piaghe e non avrebbe senso senza lo Spirito Santo
    Ho capito che per quanto possa avere studiato, essere un bravo medico, avere il potere di lenire il dolore fisico delle persone in quel momento Gesù mi diceva ” vedi che senza di me non puoi nulla, io sono il Signore della vita e della morte, il tuo compito finisce qui, devi stargli solo vicino, adesso a lui penso io”.
    Non si preoccupi non ho le visioni, non ho sniffato droghe… è che quando mi libero un po’ della mia piccolezza umana capisco chiaramente quello che Lui vuole dirmi e finora non ho mai frainteso.
    Come diceva Chiara Corbella Petrillo :”Dio mette la verità dentro di noi, non è possibile fraintendere”, adesso capisco perché. Spero di non averla annoiata troppo, ma sentivo davvero il bisogno di condividere con lei tanta grazia che il Signore quotidianamente ci dà.
    Un abbraccio in Gesù e che Maria la custodisca sempre nel suo amore di mamma
    AM

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